Beh innanzitutto entra a casa mia a e rimane sorpreso da com'è arredata; dice che si aspettava una casa più classica o almeno più gay (etnico e candele a profusione) invece è circondato da quel minimal design un po' snob e un po' chic. Gli offro da bere e ci sediamo sul grande tappeto a chiacchierare sorseggiando martini e sfumacchiando malboro. Non si va dritto al punto ma si affrontano le discussioni più varie come se i problemi fossero stati superati e se non ci fossero state le incomprensioni della sera precedente. C'era qualcosa di diverso in lui e nel modo con cui mi guardava. Sembrava ritornato ai giorni precedente quando sembrava pendere dalle mie labbra. Sembrava la cosa più naturale del mondo eppure non riuscivo a non ragionare. Cos'era cambiato? Così era successo?Com'è che nel giro di poche ore si era ravveduto a tal punto? Ma decido di giocare al suo gioco e vedere fin dove si spinge. Dal giorno prima ormai ho la sensazione che sia io a condurre i giochi e non mi fa più apura nulla anzi mi diverte e mi intriga. Mi chiede di mangiare assieme e di mangiare assieme a casa mia, di non uscire. Ordiniamo della pizza, non mi va di cucinare, però mi va di organizzare qualcosa di più carino che una magnata di pizza al tavolo. E' così che preparo "la tavola" sul tappeto, circondo lo spazio con candele di altezze differenti posate su vassoi dalle forme e colori più diversi. Devo dire che si, ero stato proprio bravo, avevo creato qualcosa di bellissimo che di certo non è passato inosservato. Infatti a circa metà pizza, si alza dal suo posto, mi viene incontro, fa in modo che riponga le posate e la pizza che stavo mangiando e si avvicina a me guardandomi negli occhi e dicendo "è una delel più belle serate della mia vita". Avete presente la pubblicità in cui c'è un contatore che va avanti e indietro con punteggio di uno che cerca di conquistare una tipa?!?!?!?!? Beh ecco....il mio contatore andava avanti alla velocità della luce ed io ne ero consapevole e freddamente entusiasta. Parlammo di diverse cose e devo dire che quella pizza fu veramente illuminante. Mi fu chiaro solo a quel punto di quanto possono essere contrastanti il nostro cuore e il nostro cervello e quanto il primo può assolutamente zittire il secondo. In effetti probabilmente il cuore aveva ormai rinunciato a quella persona e a quel rapporto e diede così modo al cervello di capire chi avevo realmente davanti. Sicuramente si un bellissimo ragazzo, non c'è dubbio. Di contro anche piccolo, immaturo, confuso e troppo pieno di se. Mi sentivo un rigido conoscitore di PNL che in maniera chirurgica studiava e scrutava scrupolosamente ogni sua mossa e ogni sua parola e quello che vedevo era semplicemente il ripetersi di una scena già vista e già vissuta. Finiamo la pizza, riponiamo di lato i diversi vassoi e finiamo con l'abbracciarci e baciarci.
I suoi erano i baci dei giorni precedenti.
I miei li trovavo ormai freddi e distaccati.
Non dico che non mi piacesse baciarlo e che su di me non avesse alcun effetto, anzi.....ma di certo non era più lo stesso il pathos che mi portava a baciarlo e la tensione che mi spingeva a lui. Fu proprio mentre ci stavamo baciando che anche lui si accorse che c'era qualcosa che non andava; dapprima cercò di fare tutte le cose che sapeva che io avrei gradito (per esempio si improvvisò in un massaggio - cosa che lui detestava fare - che onestamente non era niente male) e fece in modo che io conducessi tutti i tempi di quello stare insieme.Non facemmo sesso; non che in quel momento non mi andasse ma capivo che non aveva senso e non volevo che qualche elemento prettamente fisico potesse disturbare la mia lucidità mentale in quel momento. In maniera timida più volte aveva provato a dare il via ma non aveva per nulla forzato la mano.Allo stesso modo non storse neanche il naso quando gli dissi che avevo sonno e che avrei preferito che lui se ne andasse per potermi coricare liberamente.Davanti l'ascensore ci salutammo con un bacio forse il bacio più vero e più onesto di tutta quella serata.Chiusi la porta alle mie spalle e mi ritrovai più stanco e più triste di quanto avrei immaginato senza capire il perché? Ma come?Fino a qualche minuto prima tra me e me pensavo dia vere una padronanza tale a gestire quella situazione e adesso? Adesso ero triste? Non capivo e andai a letto.La notte non portò alcun consiglio (mannaggia a lei) e quella sensazione durò tutto il giorno successivo e si rinnovava di volta in volta che ricevevo un suo messaggio.Mi ci vollero 2 rhum e coca e i chiarimenti di una cara amica per mettere ordine alle idee ed effettivamente la spiegazione era così facile e banale che forse proprio per questo motivo non l'avevo trovata da solo: sebbene ancora formalmente stessimo assieme per l'ennesima volta avevo chiuso una storia che si era rivelata un fuoco di paglia ma in cui per tutta una serie di strane coincidenze avevo creduto sin dall'inizio; ancora una volta la persona che avevo accanto non si era rivelata in linea con le mie aspettative e quindi in fondo mi trovavo ancora una volta con un pugno di mosche!Bastano pochi minuti ai vostri amici per leggervi nella mente e nel cuore; non vi è mai capitato? Spesso poi sono così bravi e così' glaciali da metterti davanti la verità in un istante quando ancora forse si è troppo lontani e non si è pronti. Tornai a casa e mi resi conto che aveva ragione, per l'ennesima volta probabilmente ero caduto innamorato dell'Amore e non di una persona, mi ero infatuato della possibilità di avere anche io una storia e non avevo prestato abbastanza attenzione all'altra parte che poi non per colpa sua anzi per colpa di nessuna si era sciolta come neve al sole.Non fu così facile ammetterlo ancora una votla a me stesso; era da tempo che per diverse coincidenze non ero costretto ad essere così severo con me stesso! Una volta che a me fu chiaro, chiamai anche lui e cercai di spiegarglielo. Non è uno sciocco e aveva già intuito e capito gran parte del discorso dal mio comportamento delle ultime ore e della sera precedente (da questo punto di vista io sono intelleggibile) ma provò comunque a farmi tornare sui miei passi, a fare delle promesse, a chiedermi scusa. Non posso dire che mi lasciava del tutto indifferente, in fondo mi ci ero anche affezionato e poi non mi è facile vedere una persona piangere senza provare una stretta al cuore; il fatto è che non credo sia colpa di nessuno, non è sua, né tanto meno mia. Era la prima volta che mi capitava di lasciare un ragazzo così piccolo e cercai di esser eil più onesto possibile, in fondo coccolare lui era come coccolare un po' me quando avevo la sua età (e le mie controparti non erano state così comprensive........oggi si mangerebbero le mani se mi vedessero!). ( 4/3/2009 11:21:45 - N. 367992 )
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