Blog di Re}{_76

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4 giorni dopo… ma dopo cosa? Dopo essere arrivato in questo paese che trasmette sensazioni altalenanti. Appena atterrato non avevo ancora realizzato l’idea della difficoltà nel comunicare… anche l’inglese non è in definitiva quel passaporto di comunicazione che immaginavo. Ma se solo pensiamo che anche in Italia lo straniero può avere lo stesso problema, perché mi devo meravigliare? Quanti tassisti italiani conoscono l’inglese? Credo siano davvero pochi. Il primo ostacolo di comunicazione c’è stato quando ho cercato, assieme a Massimiliano, il taxi per recarmi in albergo… erano le 5 di mattina ed anche parlando inglese abbiamo faticato a farci capire dal conducente… alla fine però siamo arrivati sani e salvi alla meta… ma già durante questo primo viaggio fra le strade buie di San Paolo mi sono reso conto di quanto è diversa la realtà qui in Brasile. Siamo passati accanto alle favelas (credo si scriva così) e stentavo a crederci che dietro quelle pareti realizzate con materiale di fortuna potessero esserci persone che dormivano. Mi sono chiesto come mai sia possibile non far nulla contro questa povertà che qui respiri ad ogni angolo, anche nelle strade del centro. Guardavo fuori dal finestrino ed immaginavo la vita alla luce del sole in quelle case di fortuna, immaginavo i visi di coloro che ogni mattina al loro risveglio si vedono circondati solo dalla povertà. Per fortuna che la stanchezza del viaggio si appropriava della mia mente e l’unica cosa che mi teneva sveglio era il freddo che proveniva dall’unico finestrino aperto della macchina. La voglia però di vedere questo mondo nuovo è stata tale da portarmi a passeggiare già in tarda mattinate in Avenida Paulista, la strada principale a due passi dal mio hotel. La cosa che noto immediatamente è la presenza di moltissime “drogheria”. Ce ne è una ogni 100 metri… cosa sono le “drogheria”? semplice sono alimentari/farmacie. Arrivato in Avenida Paulista vediamo subito che vi è una sorta di festa, bimbi che giocano liberi, traffico bloccato e possibilità di passeggiare su questa immensa strada. Ahh dimenticavo… qui ora è inverno… peccato i 25 gradi… chiamalo inverno!!! Cammino per Avenida Paulista alla ricerca di ogni sensazione che poteva essere trasmessa. Trovo venditori di ogni genere, si vende di tutto a prezzi stracciatissimi… davvero i prezzi sono bassissimi, credo che tutto sia dovuto alla povertà. Guardo le vetrine e facendo un po’ di conti mi rendo conto che un paio di scarpe della FILA qui costa 80 R$ (real) ma quanto vale un R$? leggo il valore del cambio sulla ricevuta del bancomat e mi rendo conto che siamo sul 30cent di euro… rifaccio i conti nella mia testa ed un paio di scarpe costa circa 24 euro… davvero strano… ma la cosa che mi fa stringere il cuore è leggere che le si possono acquistare a rate… ma come a rate??? Poi ricordo che lo stipendio mensile di un operaio qui è circa 280R$... è quindi ovvio che non possono essere spesi 80R$ in una sola volta… qui sono un uomo ricco ho pensato… ma la mia ricchezza deve però essere confrontata con l’eccessiva povertà che regna in questo paese. Finito il giro decidiamo con Massimiliano di andare a mangiare in un ristorante tipico che una ragazza gentilmente ci segnalava… ristorante a buffet si mangiava quel che si voleva senza nessuna limitazione… bene… mangiamo una marea di carne ed altre specialità, un pranzo da signori e quando arriva il conto realizzo di aver speso 30R$ ovvero 10 euro per un pranzo che in Italia avrebbe avuto cifre superiori ai 30 euro…  

Ritorno in hotel… serata in tranquillità per la troppa stanchezza… il fuso orario inizia a fare il suo effetto soporifero…>>

16 Agosto, primo giorno in Ericsson Brasile. Situazione nuova per me. si parla inglese per forza, si lavora con persone che se vogliono comunicarsi qualcosa in portoghese impiegano un attimo ad isolarti… una situazione davvero nuova per me. Mi faccio coraggio e vado avanti, affronto la riunione di presentazione del team e si inizia subito il lavoro… Noi siamo qui in supervisione, dobbiamo solo vedere e correggere, valutare e aiutare. Un ruolo nuovo per me, soprattutto per la difficoltà di comunicazione. Il primo giorno scorre veloce come non mai e a sera mi rendo conto che questa realtà lavorativa è diversa dalla nostra, ritmi meno frenetici sicuramente. Io e Massimiliano torniamo in albergo e nel traffico cittadino ho di nuovo l’occasione di vedere quella realtà che mi aveva turbato il mattino precedente al mio arrivo a San Paolo. Strade e stradine si intrecciano attorno a palazzi altissimi o baracche di fortuna. Polizia ad ogni angolo e gruppetti di ragazzi che attendono non si sa cosa… ci si ferma nel traffico e si guarda fuori, si vede un mondo che nemmeno a Napoli ho mai visto. È diverso qui, è tutto diverso. Ammetto di avere paura in alcuni casi, nonostante abbia girato con paura simile per alcune strade isolate del mio paese. Ma qui non saprei davvero come affrontare una situazione di pericolo. Tutti ci sottolineano la necessità di non girare soli in zone particolari, tutti lo ricordano ad ogni occasione. Non vedo l’ora che il taxi arrivi al mio amato hotel per poter fare una doccia calda. Arrivato li capisco che il primo giorno è volato via. Ma me ne aspettano altri dello stesso tipo, ne sono passati fino ad ora 4…>>


( 27/8/2004 19:25:23 - N. 21220 )


'E femmene so' comme è stelle
Si te pierde l'he 'a guardà
Ce ne stanno a mille a mille
Peccerelle, so' scintille
Ca pazzeano mmiezo 'o ffuoco

E pircio' n' 'e ppuo' acchiappa'
Si ll'affierre 'e ffaie stutà
Lass' è stà lass è vula
Pò te cuoce, te faje male
E cù cchi t'à vuò piglià ?

Si sapisse comme é bello
A vedè sti lampetelle
Ca se specchiano int'all'uocchie
è chi è ssape accarezzà

una è lloro é 'a stella mia
pecché quanno 'a notte è scura
e stu core s'appaura
pare comme si 'a sentesse
che me dice;" Aize 'a capa, siente addore ?
Guarda 'ncielo e staje sicuro,
tanto io stongo sempe ccà ! "

Vincenzo Salemme

( 22/1/2004 20:16:44 - N. 7708 )

"riuscire a spiegare ciò che si prova a parole non sarebbe possibile perchè non basterebbero. forse io potrò spiegartelo stringendoti forte e baciandoti"
( 3/6/2003 16:39:57 - N. 1523 )

SMS del mio COMPLEANNO:

- Al mio ammoro i miei più sinceri auguri per un felice kompleanno ke i tuoi sogni si avverino quanto prima. Ti Vi Bi da morire! Auguri vita mì!

- Auguri... sxo i primi di tanti... tvb

- AUGURI!!! Buon compleanno!

- Buon compleanno e centomila di questi giorni... è stato bello il concerto?

- Non so se ricordo bene ma..oggi è il tuo compleanno? AUGURISSIMI affinkè tu possa trascorrere una delle infinite giornata speciali ke ti aspettano da vivere. sii felice sempre. Un bacione

- Tantissimi augurissimi dolcissimi :*

- Uè guagliò te stai facenn' vecchio. Un grosso bacio e tantiii auguriiiiiiiiiii

- Tantissimi auguri di buon compleanno

- Gli ultimi sono i migliori. Augurissimi e bacioni

- Auguri tesoro... Lo so, sono imperdonabile... Ma stiamo lavorando per migliorare... Un bacio Robi

- Auguri ora ho acceso la omnitel. Un bacio e auguroni di cuore. Sapevo che sei nato il 15 ma avevo solo il cell con la tim e sono tornata da stamattina alle 7:30 poco fa. p.s: posso essere stronza come dici tu ma ricordo... baci dolci...


------------------------> al prossimo anno...
( 16/4/2003 09:17:10 - N. 750 )

ho lasciato i miei sogni tra quella linea che divide il cielo dal mare... ho affidato il mio cuore ad un gabbiano che vola per raggiungere quell'orizzonte...
( 15/4/2003 11:36:42 - N. 730 )

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