a volte siamo stupiti di come possiamo cambiare con una velocità che sembra eccessiva, ma in realtà è frutto di un lungo lavoro di cui ti rendevi conto a malapena. Tutto ciò che voglio è una pagina bianca. e cmq, tra tutti i msg che ho avuto, incollo questo (ricevuto da una donna) :-D "non ti scrivo in pubblico perché certa gente mi fa venire i brividi... se in una piattaforma virtuale sono così "plagiati" non oso immaginare nella vita cosa siano. Il così detto "FRIDD NCUOLL".
uhm... ma sì va, mettiamo questa I’m so glad to grow older To move away from those younger years I’m in love for the first time And I don’t feel bad Let me see all my old friends Let me put my arms around them Cause I really do love them Now does that sound mad ? I’m so glad to grow older To move away from those darker years Oh, I’m in love for the first time And I don’t feel bad So wish me luck my friends Goodbye So wish me luck again Goodbye Wish me luck my friends Goodbye Mmm... wish me luck, my friends Goodbye THE END :-D ( 3/11/2009 16:59:21 - N. 374627 ) |
| Privilegi assurdi, sono la prima a dirlo. Sto iniziando a capire perchè molti ammazzerebbero per avere il mio lavoro. E perchè si scatenino gelosie che a me sembrano incomprensibili, perchè io guardo sempre e solo a me, degli altri a malapena mi accorgo. A volte sarà un difetto, ma spesso è una gran cosa, ad esempio l'invidia è un sentimento a me sconosciuto. Basteranno le mie 7 pietre, a difendermi? Non lo so, ma sono carine comunque :-D ma veniamo a noi. ci mancava solo questo film proprio adesso, doveva uscire? proprio ora? uhm e ancora uhm maronn ( 2/11/2009 14:35:53 - N. 374608 ) |
| "Plush" degli Stone Temple Pilots dopo tanti mesi, non può essere più solo una fissazione per una canzone. Come accade in "Norwegian wood" di Murakami Haruki. "And I feel, and I feel When the dogs begin to smell her Will she smell alone?" Dovremmo riunirci io, Irene, Gabri e Claudia, e parlare di quel che successe. E' passato tanto tempo, potremmo farlo. Nonostante la distanza, potrei facilmente fare questo con Irene e Gabriella. E' con Claudia che la vedo difficile. Dovremmo parlare di lei, di Flavia, e di come se ne andò. Di quella ragazza dagli occhi blu che stava seduta al mio fianco mentre guidavo, nel traffico impazzito dell'8 marzo. Che mi diceva: "di quello non me ne frega niente" Di quella ragazza che incontrammo a piazza san domenico a un concerto dei 99 posse, e che non era più lei. Di quella ragazza che una mattina se ne andò, in un modo che non ammette repliche, nè risposte, nè ripensamenti, nè ritorni. se ne andò per sempre lasciandoci con la domanda: "avremmo potuto fare qualcosa?" è inutile far finta di niente, la domanda torna: "avremmo potuto fare qualcosa?" Gabri mi ha detto che la bambina vorrebbe chiamarla Flavia. E' un modo anche questo, sì. Ma io penso che sia giunto il momento in cui certe cose andrebbero dette. ( 1/11/2009 17:56:42 - N. 374592 ) |
| cosa ti sei andato a ricordare... quando scappai di casa. perchè effettivamente, una volta, sono scappata di casa. Avevo rimosso, proprio per la stupidità immane della cosa. E' una giustificazione, dire che avevo 21 anni? Non penso. Avevo litigato con mia madre, con te, ero stufa di studiare, ero stufa anche di me. Così lasciai una lettera demente, presi l'auto e me ne andai. E dove si concluse, questa coraggiosa fuga? Vicino al Museo, a casa della mia amica Rossella, la fuorisede che avevo conosciuto a Barcellona. In quella grande casa abitata solo da ragazze, passai pochi giorni molto divertenti. Ricordo i dialoghi notturni con Rossella, le nostre colazioni a basa di nutella la mattina, le prove del trucco in bagno. L'avevo presa come una vacanza, la grande fuga. J e Irene mi cercavano ovunque, ma io non potevo saperlo, me la stavo spassando. Andai anche a mangiare la pizza da "Di Matteo" con tutti i miei amici, che non mi dissero nulla, poi seppi che avevano dato a Rossella l'incarico di tenermi d'occhio. Dire che avevo la testa vuota non rende l'idea. Una sera ero andata al "mattone" a via paladino, questo sì che lo ricordo alla perfezione. Ricordo come ero vestita: vestito rosso lacca che mi ero fatta fare da Claudia, largo e molto corto. Giacca di pelle nera di Resina, anfibi ai piedi e calze a rete. Ero seduta sui gradini insieme a Roger e ad altri due tizi che avevo raccattato, ci stavamo facendo una canna. Tu arrivasti di corsa, qualcuno ti aveva "soffiato" che ero lì. Eri vestito in giacca e cravatta, venivi dal lavoro, non avevi avuto il tempo di cambiarti, di mettere la tua divisa "serale", giacca di pelle e jeans stracciati. "Ma allora sei proprio cretina?", mi dicesti. Io ti guardai e risposi scocciata: "ma che cazzo vuoi?" E fu allora che versasti la birra presa da un tavolino sulla mia testa, e te ne andasti. Ricordo che poi andai a casa di J a Mezzocannone jastemmando tutti i santi, e lui disse: "io lo schifo, lo sai, ma mò ha ragione, sei proprio cretina" E poi mi raccontò dei due giorni che lui e Irene avevano passato in giro per Napoli alla mia ricerca, prima di sapere che stavo da Rossella. Comodamente piazzata da Rossella a giocare alle amichette in gita. Fosse solo per questo, J ed Irene li amerò sempre. Comunque, quella sera si concluse la mia "grande fuga". E tu... non ricordo come fu che ti perdonai la birra in testa, forse semplicemente ci passai su, pensai che tu non eri abbastanza importante da arrabbiarmi. E mi sbagliavo. La nostra scena successiva, almeno nella mia memoria, è a largo san marcellino, nella tua auto con i vetri appannati, mentre pioveva. I baci più belli della mia vita penso di averli dati a te, e questo dovrebbe pur dire qualcosa. Ma continua, continua a raccontarmi come ero, vista da te. Mi stupisce come ricordi ogni cosa. E in fondo in fondo non mi stupisce che adesso siamo qui. ( 31/10/2009 17:01:52 - N. 374580 ) |
| E quando come adesso l'open space è tutto per me. Quando come adesso metto Bob Marley a tutto volume, visto che il pc che mi è stato dato è l'unico con le casse. Quando come adesso i tramezzini si rivelano inaspettatamente buoni. Quando sta solo a me decidere a che ora saltare sulla mia auto e andar via. Quando fondamentalmente posso fare tutto ciò che mi pare(e so che sarà sempre così). Allora, dicevo, quando ciò accade, io sono assolutamente e totalmente felice. Cose ben più importanti, che sono accadute ultimamente, avrebbero dovuto rendermi molto più felice. E invece no. Io sono felice in momenti del genere. Che in realtà sono probabilmente quelli più importanti di tutti. e bisogna dare a questo momenti tutta l'attenzione che meritano. sono felice. ( 29/10/2009 13:54:59 - N. 374549 ) |