Porta Nolana A/R, ovvero come spendere quattro ore della propria esistenza in maniera veramente poco costruttiva.
Mi ero detta ora o mai più. Decisa a sfidare il caldo e i chilometri, avevo con me l'ultimo libro non letto di J.F., lo zainetto a "turista scemo" e davanti un'intera strada lastricata di buone intenzioni. Next station Museo. Come in una vita passata, ero di nuovo col naso all'insù, in quel tunnel che separa la linea1 dalla linea2, per indovinare che ora fosse. Il sole resisteva inflessibile fra i tapis roulant. Le 18, minuto più minuto meno: time for heroes.
Il disordine di P.zza Garibaldi è bastato a confondermi le idee, ma non gli obiettivi. Uomini senza piedi, dinosauri che litigavano, bambini con tre teste che chiedevano l'elemosina. Spazzatura in ogni dove, automobili parcheggiate le une sulle altre, quella puzza di muffa che caratterizza l'intera zona. Sempre così, da quando ne ho memoria, ma mai, dico MAI, la cosa mi aveva indispettito. Stavolta ho pensato a tutti quegli stranieri che vedono Napoli la prima volta proprio da tale prospettiva. Io riprenderei senza dubbio il treno che mi ci ha portato. Ma l'inaspettata risolutezza mi ha trascinato fino alla stazione della Circumvesuviana. Non mi sarei tirata indietro per nulla al mondo. -Scusi, il pullman che porta ad Haribolandia è mica già passato? -Signorina, è quello che vede andar via, laggiù.. il prossimo è almeno tra mezz'ora. Importava davvero poco, fedele com'ero alle note dell'agenda.
Poi basta un nulla ad annientare tutti i sani propositi. Bastano nove soli stupidi secondi. Il cellulare. L'unico ammasso di circuiti in grado di catalizzare l'attenzione di una persona su uno spazio di così pochi centimetri per un'ora o anche più.
Sudata, il collo schiacciato nelle spalle, le mani sporche e le scarpe strette, al ritorno il tunnel era già buio.
( 28/8/2007 22:20:58 - N. 276021 )
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