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Roberto Vecchioni

R. Vecchioni

(1997)

Sarà forse il vento che non l'accarezza più,
sarà il suo cappello che da un po' non gli sta su,
sarà quella ruga di ridente nostalgia,
o la confusione tra la vita e la poesia:
non assalta treni perché non ne passan mai;
non rapina banche, perché i soldi sono i suoi;
vive di tramonti e di calcolati oblii
e di commoventi, ripetuti lunghi addii
struggenti addii...

El bandolero stanco
col cuore infranto stanotte va;
va, su un cavallo bianco,
col suo tormento lontano va,
dov'è silenzio,
dov'è silenzio, dove...
dov'è silenzio, dov'è silenzio,
dov'è silenzio, dove...

Ha una collezione insuperabile di taglie;
molte, tutte vuote già da tempo, le bottiglie;
dorme sul cavallo che non lo sopporta più,
e si è fatto un mazzo per la pampa su e giù.
Ogni notte passa
e getta un fiore a qualche porta,
rosso come il sangue
del suo cuore di una volta;
poi galoppa via fino all'inganno dell'aurora,
dove qualche gaucho
giura di sentirlo ancora,
cantare ancora...

Ah bandolero stanco,
stanotte ho pianto
pensando a te:
c'è un po' della mia vita
nella tua vita che se ne va
dov'è silenzio,
dov'è silenzio, dove...
dov'è silenzio,
dov'è silenzio, dove...

Se chiudo gli occhi, dentro gli occhi
sei di nuovo quello vero,
quando sorridevo, quando ti credevo:
ascoltami, guardami, sta' fermo:
è ancora vivo questo amore,
tutto questo amore, tutto il nostro amore:
e tu lontano non ci vai
a morire come una puttana,
prima del mio cuore,
al posto del mio cuore:
non mi lasciare solo in questa
notte che non vedo il cielo:
torna bandolero! torna bandolero!
torna bandolero!
Dov'è silenzio,
dov'è silenzio, dove...
dov'è silenzio,
dov'è silenzio, dove...


( 22/1/2008 19:11:57 - N. 312432 )

http://it.youtube.com/watch?v=7tkLc2npBZg





E' un mondo difficile è vita intensa felicità a momenti e futuro incerto..


( 21/1/2008 13:44:43 - N. 312099 )
blog modificato il: 21/01/2008 13:57:11

"Che ti serve ormai tormentarti per capire il mondo.."


( 21/1/2008 13:19:16 - N. 312091 )

SIGNORE, LIBERAMI DA ME STESSO!
di Michel Quoist


Signore, mi senti?
Soffro tremendamente. Asseragliato in me stesso,
Prigioniero di me stesso. Non sento che la mia voce,
Non vedo che me stesso, E dietro di me non v'è che sofferenza.

Signore, mi senti?
Liberami dal mio corpo, che è tutto brama,
e tutto quello che tocca con i suoi innumerevoli grandi occhi,
con le sue mille mani tese, è solo per coglierlo e cercare di calmare la sua insaziabile fame.

Signore, mi senti?
Liberami dal mio cuore, tutto gonfio di amore,
ma, mentre credo di amare pazzamente, intravvedo rabbioso che ancora amo me stesso nell'altro.

Signore, mi senti?
Liberami dal mio spirito, pieno di se stesso, delle sue idee,
dei suoi giudizi; non sa dialogare, perchè non lo colpisce altra parola fuorchè la sua.

Solo, mi annoio, mi detesto, mi disgusto,
E mi rigiro nella mia sudicia pelle come il malato nel suo letto bruciante da cui vorrebbe scappare.
Tutto mi sembra brutto, mostruoso, senza luce,
... perchè non posso veder nulla se non attraverso me.
Mi sento disposto ad odiare gli uomini ed il mondo intero,
... per dispetto, perchè non li posso amare.

Vorrei uscire,
Vorrei camminare, correre verso un altro paese.
So che esiste la GIOIA, l'ho vista raggiare sui volti.
So che brilla la LUCE, l'ho vista illuminare gli sguardi.
Ma Signore, non posso uscire,
insieme amo e odio la mia prigione,
Perchè la mia prigione sono io
Ed io mi amo,
Mi amo, o Signore, e mi faccio ribrezzo.

Signore, non trovo neppure più la porta di casa mia.
Mi trascino tastoni, accecato,
Urto nelle mie stesse pareti, nei miei propri limiti,
Mi ferisco.
Ho male, Ho troppo male, e nessuno lo sa, perchè nessuno è entrato in casa mia.
Sono solo, solo.

Signore, Signore, mi senti?
Signore, indicami la mia porta,
prendi la mia mano, Apri
Indicami la Via,
La via della GIOIA, della LUCE.

... Ma ...
Ma, o Signore, mi senti Tu?


Figliuolo, Io ti ho sentito.
Mi fai compassione.
Da tanto tempo spio le tue imposte chiuse, aprile,
la Mia luce ti rischiarerà.
Da tanto tempo Io sono davanti al tuo uscio sprangato, aprilo,
Mi troverai sulla soglia.
Io ti attendo, gli altri ti attendono,
Ma bisogna aprire,
Ma bisogna uscire da te.

Perchè rimanere prigioniero di te stesso?
Sei libero.
Non ho chiuso Io la tua porta,
Non posso riaprirla Io,
... perchè sei tu dall'interno a tenerla solidamente sprangata.

( 20/1/2008 15:30:31 - N. 311863 )

PER LO STUDIO  

O Signore,

Ti ringrazio per il dono dell'intelligenza.

Aiutami a svilupparlo

e a essere sempre aperto alla verità.

Voglio studiare con impegno

per fare contenti i miei genitori

e costruire il mio futuro :

non tanto per poter domani

guadagnare di più,

ma per essere capace di aiutare

meglio il mio prossimo.

Aiutami ad essere un vero amico

per i compagni di scuola,

leale con gli insegnanti,

buono con tutti.


( 20/1/2008 13:51:41 - N. 311821 )

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