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Giasmart

nome:

Gianluca
eta': 40
Citta'.: Napoli
Descrizione: Un amore sbagliato
Un susseguirsi di forti emozioni, un avvicendarsi di respiri tumultuosi ed un’angoscia che non trova tregua. Tutto questo per un solo motivo: “Quando si ama”. Inizia come un gioco che giorno dopo giorno diventa realtà della vita, un’esistenza che quando non c’è la persona amata sembra un vortice infuocato che ti trascina negli inferi della terra dal quale solo un suo sorriso o un suo gesto può riportarti a galla. Amare, che sciocco sentimento, prima ti regala sorrisi, emozioni, gioie e poi d’improvviso ti lascia sprofondare in un “coma irreversibile”. Com’è può la vita darti tanto dolore? Purtroppo cerco da tempo una spiegazione a tutto questo ma poi i nervi saltano ed inizio a sclerare pensando alle soluzioni più impossibili ed inimmaginabili a questo forte male che tiene compagnia alle mie inutili giornate senza di te. Ricordo quando ci conoscemmo e per la prima volta iniziammo a scherzare dicendoci cose simpatiche. “Perché non fai un 4888 su questo numero perfavore” e tu ingenuamente componesti il 4888…….. e come per magia il tuo recapito entrò a far parte della mia rubrica con apposto sopra la dicitura “Kuore”. Mi sembrava di vivere uno splendido sogno dal quale mi risvegliavo rendendo reale quanto avevo sempre desiderato. In pochi giorni riuscisti a divenire la cosa più importante della mia vita dando uno spiraglio di luce a quello che ormai sembrava un tunnel occulto aperto da una donna che con me aveva costruito un castello di sabbia finito giù al primo alluvione. Troppo bello per essere vero. In quindici giorni abbiamo condiviso insieme emozioni irrefrenabili, notti folli d’amore ma poi improvvisamente tutto si è infranto come le onde del mare in una notte di tempesta distruggono tutto ciò che incontrano sul proprio cammino. Era ormai giunto il tempo di soffrire per un altro amore finito. Ma poi d’improvviso il destino volle farci rincontrare in vacanza.

L’estate
Iniziò di nuovo tutto per gioco e con il destino che in ogni maniera voleva riallacciarmi a te. Ero a Corfù con tuo cugino Marco e per fortuna tu non facevi più parte dei miei pensieri, quindi pensa che sballo. Sembrava essere svanito nel nulla tutto ciò che in poco tempo aveva reso le mie giornate insopportabili al solo pensiero di dovermi risvegliare. Iniziammo a divertirci da matti conoscendo ragazze di ogni città e di ogni posto del mondo, era stupendo pensare di essere riuscito a liberarmi di te. Purtroppo mi sbagliavo. Appena tornati dalla Grecia proseguimmo la nostra vacanza ad Ischia dove ad attendermi c’era la crudeltà di un destino che da ben tre anni mi persegue. Per giorni i miei tentativi di riavvicinarmi a te trovavano di fronte solo un’immensa indifferenza che di giorno in giorno laceravano il mio cuore ma poi d’improvviso una sera…

Notte magica ad Ischia
Non so perché decidesti ciò, ma maledico ancora quella splendida notte. Facevo molto caldo e tu indossasti quel vestito di blue marine che a me piace tanto. Sembrava che stessi sognando, allora provai a darmi un pizzicotto sulla pancia per assicurarmi di essere sveglio, era proprio la realtà quella che avevo innanzi a me. Ci mettemmo in macchina e tra una chiacchiera e l’altra arrivammo a Sant’Angelo dove dopo una breve passeggiata tra le strette stradine del posto decidemmo di incamminarci per il ritorno. Il cervello però mi disse di fermarmi sulla spiaggia a Casamicciola dove da bambino andavo in villeggiatura, ci sedemmo su di un lettino in riva al mare e tra il più e il meno ci baciammo per poi sfociare in una grande notte di passione. Fu la più bella notte d’amore che abbia mai trascorso nella mia vita. I suoi respiri si incrociavano con i miei, i nostri movimenti sembravano recepire i comandi da un unico cervello ma ciò che non svanisce dai miei ricordi è l’apice del suo piacere che come non mai sembrava aver sprigionato miriadi di emozioni tenute dentro da tempo. Era tutto troppo bello per essere vero. Infatti il giorno dopo divenimmo di nuovo due estranei, lei da un lato io dall’altro. Non riuscivo a darmi una spiegazione a quel suo strano comportamento, mi sentivo un giocattolo nelle sue mani, un qualcosa da sfruttare per alleviare i dolori che aveva nel proprio cuore. Quella strada oscura sembrava non terminare mai…

Trovare il coraggio di reagire
Dopo tutto ciò che avevo sopportato non avevo proprio più voglia di combattere e il mio cuore ormai troppo lacerato da tanta sofferenza quasi sembrava non reagire più ai suoi anomali comportamenti. Era arrivata l’ora di fargli capire che chi aveva di fronte a sé era un uomo e non una macchina. Da quel momento iniziai ad essere indifferente ad ogni suo comportamento, riuscii anche a trovare la forza di uscire con altre ragazze e proprio lì fu che scattò la scintilla…
Tornati a Napoli lei in una telefonata durata un paio d’ore mi confessò le sue emozioni di quella notte d’amore in spiaggia ad Ischia dicendomi: “il mio cuore non era mai battuto così forte nemmeno con il mio primo amore Antonio”. Da quelle sue parole riuscii a dedurre che forse aveva capito che l’amore vero lo avevo provato solo con me e come uno stupido confessai anch’io di amarla. Iniziai di nuovo ad ossessionarmi al solo pensiero di poterla ristringere al mio fianco bella e radiosa come le splendide notti di luglio. Ma anche questa volta si trattava di uno stupido fuoco di paglia. La sera di quella telefonata ci vedemmo alle 23.00 e dopo un pò di tempo trascorso in macchina a baciarci ed accarezzarci ci recammo in un hotel vicino casa mia dove trascorremmo una delle più belle notti d’amore della nostra vita. Facemmo l’amore per ore senza darci tregua l’un l’altro e di buon mattino (erano le cinque) iniziammo come due cuori ed una capanna a giocare con i cuscini, con l’acqua quasi volessimo che quella notte non finisse mai. Ma purtroppo come tutte le cose belle, sono tali perché finiscono presto. Il giorno dopo mi risvegliai come un bimbo che riabbraccia la propria madre dopo una notte da solo disperso in un bosco. Ero la persona più felice del mondo questa volta pensavo che lei mi amasse veramente, ma mi ero solo illuso. Infatti dopo un pò mi arrivò un messaggio nel quale vi era scritto “Non mi sento in grado di riaffrontare questa situazione, scusami per quello che ti sto facendo, scusami se ti amo”, poi il suo telefono si spense in un silenzio assordante. Come un matto mi misi in macchina e corsi a casa sua e lei dopo ore di casini uscii dalla sua camera dicendomi di smetterla di fare tutto ciò e di lasciarla stare un pò da sola. Quelle sue parole sembravano sfondarmi il cuore come una ruspa che abbatte un palazzo, ma io non contento insistetti per rivederla la sera. Anche quella volta dopo ore di chiacchiere finimmo per fare l’amore (questa volta in macchina) e come da copione il giorno dopo due estranei. Mi ero veramente rotto i coglioni e così per due giorni sparii nel nulla ma lei imperterrita iniziò una guerra fatta di squilli e telefonate anonime. Dopo tre giorni finimmo per rivederci. Era di sabato, andammo a Sorrento cullati dalle dolci parole di Gigi Finizio. Stettimo in spiaggia a giocare e poi ritornammo in quell’hotel di quel mio amico. Questa volta rifacemmo l’amore fino al mattino alle sei e lei mi disse: “Adesso ho finalmente capito chi voglio e chi amo veramente. Ti amo assai, assai…”. Ma ormai le sue parole erano per me diventate lo scenario di un copione che di vero non ha nulla ma di fantascientifico tutto. E questa volta più delle altre volte credevo in tutto ciò ma bastarono poche ore a farmi ricredere…Lei infatti al mio risveglio mi disse di essere un pò nervosa e di non sapere ancora cosa voleva. A questo punto, stanco ormai di quanto da giorni continuava a fare per beffare i miei sentimenti iniziai a litigare e la sera sfociai in una violenta reazione, usando termini scandalosi e alzando le mani (cosa che lei non sopporta date le sue precedenti esperienze). Dopo ore di quel susseguirsi di comportamenti inconsci lei trovò finalmente il coraggio di parlare.

Quelle sue maledette parole
Dopo tanto tempo lei trovò finalmente il coraggio di parlare con me e dire quanto e cosa gli faceva veramente male. “Non c’è la faccio a vivere con il pensiero che tu da un lato e lui dall’altro mi tormentate, ho bisogno di fare luce su ciò che voglio e per farlo devo stare da sola”. Da allora il silenzio più assordante…



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Pagina visitata 675 volte, ultimo aggiornamento : 14/05/2004 - 16.05
ultima visita il 01/11/2009 alle ore 19:29 da una ragazza di 32 anni.




 
 
 
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