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Nick: MosFerarum
Oggetto: avere 20 anni a sud del mondo
Data: 25/12/2005 17.14.36
Visite: 99

Avere 20 anni in brasile, non è una cosa facile. Ma forse, nemmeno te ne rendi conto.

È passato ormai un po’ di tempo, ma in questo giorno di festa, il mio pensiero ritorna da te, carla mia.

Sarà il freddo che c’è fuori, mantre lì, io e te, in quelle notti stavamo con svariati centrimetri di pelle scoperta.

Ma non è solo una questione di "pelle".

Ti ho conosciuta quel sabato all’armazen di fortaleza. Venivo da rio, dove avevo visto la discoteca più "in" di ipanema; e quella più "down", nel senso che su 100 ragazze, tutte e 100 erano "di programa". E diventava per me difficile distinguere, secondo i canoni "europei", le ragazze di programa da quelle che conducevano una vita normale... e qui sta il punto. cosa è normale per una ventenne brasiliana? Ragioniamo.

Dicoteca di rio, la migliore, dove vanno le figlie della rio ricca... c’è la lista all’ingresso, e una coda lunga. Mi avvicino a voi, parliamo un po’ francese e soprattutto inglese, prendete per mano (davvero) me e mio cugino e ci fate entrare. E poi, quando si balla, lo fate come avevo visto fare solo alle nordeuropee ubriache...

Discoteca di copacabana, un vero e proprio postribolo moderno... anche lì avete 20 anni o giù di lì... ma vi butatte addosso, ci toccate, come delle... ah, dimenticavo, in realtà, parliamoci chiaro, voi delle... in realtà lo siete, vostro malgrado. Lo so che siete simpatiche, e se foste nate da genitori della rio "ricca", stasera stareste a ipanema o non qui; lo so che è la miseria che vi spinge a fare questo... quante volte lì in brasile, la sera nel letto ero triste per voi, che potreste essere mia sorella, o una mia cuginetta...

E finalmente fortaleza. Qui i comportamenti non sono dissimili dalle altre discoteche di rio... come distinguere una ragazza che non fa la vita, da una "normale"? il fatto è che in molti ambienti in brasile, l’uomo è la preda e la donna la cacciatrice!
Certo, ci sono belle ragazze qui all’armazen. In particolare, un gruppetto di quattro, e tra di loro una con il vestito bianco, e l’altra alta e magra. E poi tante altre, ma io e il mio compagno di viaggio ci guardiamo attorno, vogliamo vedere che tipo di situazione è; non vogliamo correre il rischio di conoscere una bella tipa e ritrovarci in realtà, con una "accompagnatrice".

Mentre balliamo, più volte tante tipette, più o meno belle, sono venute a ballare vicino a noi, ci hanno dato a parlare, ci hanno preso per il braccio, e sfiorato un po’ qui un po’ lì...
Ripassano ancora una volta quelle quattro. Mio cugino prende per mano quella alta, mente quella con il vestitino bianco si ferma davanti a me, e balliamo.
In brasile, sia che balli con la ragazza ricca, sia che balli con l’accompagnatrice, sia che balli con la ragazza "normale", in realtà più che ballare hai un... rapporto sessuale... d’altra parte la casta lambada l’hanno inventata loro...

E viene il momento in cui ritorni adolescente, ritorni alle feste con le compagne di classe, alle gite scolastiche. Il tuo volto si fa sempre più vicino al suo. Sai che basta solo sfiorare le tua labbra con le sue, e il resto vien da sè... sai che per millenni l’uomo e la donna funzionano così, e tu non puoi essere da meno, non puoi perdere (anche) questa occasione. L’adrenalina è alta, ma in realtà, a parte muovere il corpo al ritmo della musica, sei tranquillo, e pensi solo a se ne valga la pena o no.

E succede.

Un attimo dopo però, il pensiero ti sfiora. E se sto baciando una prostituta? Nessun giudizio morale, solo che non è piacevole pensare che la stessa ragazza abbia fatto delle cosine con altri, magari qualche oretta prima... e mi fermo qui con le considerazioni!

Lei è scura, anzi si dice mulatta, e nella penombra della discoteca vedi il suo volto da vicino e tuttavia non lo riesci a distinguere nei particolari; lo sguardo cade sul vestitino bianco che fa contrasto con la pelle scura. Un top, e un gonnellino a grandi plissè (si dice così?) e sandaletti bianche con il tacco. Di nuovo su, a vedere se ti sei sbagliato, se ti piace davvero... non c’è trucco nè inganno, una ragazza semplice semplice, forse un poco poco di belletto sugli occhi, e nessun profumo se non quello di se’; e al bar a prendere un rinfresco per conoscerci meglio... chi sei, sconosciuta compagna di ballo, ventenne di 10.000 kilometri a sud della mia città, ragazza di un altro continente, che mi hai scelto stasera?

El tu nombre, le chiedo nel mio portoghese maccheronico. Carla, mi dice, pronunciando la "r" alla portoghese, e cioè carh-la, e allora non sapevo ancora quante altre parole ci saremmo detti.



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