Nick: harding Oggetto: lettera seminuova Data: 12/11/2003 22.7.2 Visite: 87
Faccio dono alla community di una lettera risentita molto appropriata in caso di ritorsione post-fine-relazione. Potete copiaincollare senza problema. L'unica avvertenza è che l'oggetto della lettera è di sesso femminile quindi se le donne del forum la vogliono utilizzare la devono un po' modificare. Per il resto è così generica che va bene in goni occasione. E' praticamente nuova perchè pur avendola scritta quasi due anni fa non è mai stata spedita. Lo ammetto. Mi ci è voluto del tempo. Una quantità indefinibile tra 5 anni ed un solo istante per capire chi tu sia stata. La risposta triste ed asciutta si è concretizzata in DUE PAROLE che hanno oscurato quanto di positivo ti ho sempre riconosciuto: arida ed insensibile. ARIDA perchè in realtà le mille esitazioni, le mancanze e le tensioni, cui ho sempre trovato ingenue giustificazioni, erano solo una completa ed assoluta incapacità di dare. Quante volte mi sono chiesto perchè avvertivo una sorta di stanchezza nel venirti incontro. L'amore non avrebbe dovuto ripagarmi di tutto quello che ero capace di darti? La soluzione era molto semplice: sul nostro gioioso tandem a pedalare era solo una persona. Indubbiamente deve essere stato tremendo avere la consapevolezza di non avere slanci e contemporaneamente il bisogno di un riferimento continuo e sicuro come me. Uno psicodramma in due atti che, adesso sono sicuro, sarebbe potuto durare anche meno se solo l'occasione giusta per te si fosse presentata prima. L'occasione di una diversa illusione, una fresca prospettiva di vita nuova all'interno della vita di qualcun'altro. Per me, invece, i legami si erano trasformati in legacci. Sul viso, sugli occhi, sulla bocca fino a storpiarla in un tragico sorriso di soddisfazione per quello che credevo di avere. Una malia che non si spiega col semplice desiderio amoroso, col discreto appagamento sessuale che ogni tanto ci concedevamo (anche se i dubbi sorgono anche qui ma hanno meno importanza) e che non trova giustificazione neanche nelle mie mancanze. Deve essere stato una specie di virus o droga. Un pernicioso veleno di cui non potevo fare a meno. Io credo che tu abbia questo potere. Credo che la tua insicurezza, il tuo nervosismo, l'assenza da te stessa siano gli ingredienti di questa pozione ammaliante. Tutt'oggi tracce di questa sono presenti in qualche mio capillare spirituale e te ne sono grato. E' un esempio. Un esempio di come non deve essere un rapporto tra due persone che vogliono camminare insieme. INSENSIBILE. Le prime volte che ebbi la possibilità di conoscerti meglio mi meravigliai del tuo animo delicato, ferito dalle circostanze familiari. Pensai a come aiutarti a ritornare sulla superfice dei sentimenti caldi e tenui. Nel tempo, però, non capivo come mai le mie emozioni fossero così difficili da comprendere. Spesso te ne facevo dono in una maniera così palese che anche io ne ero meravigliato. Eppure non c'era risposta. Probabilmente le urla di casa tua ti avevano reso un essere sordo e distratto. Ciò che non veniva scaraventato in faccia, quello che non proveniva da un tuo accesso emozionale non rientrava nello spettro della tua sensibilità. Purtroppo sono tantissime le sfumature che perderai. Così come non capirai le ragioni di chi ti è vicino: amico, compagno o conoscente che sia. E' purtroppo un percorso di solitudine il tuo. Una stanza buia che viene illuminata solo da qualche flebile luce che proviene da dentro te stessa. Il resto è nulla, vuoto incommensurabile e pieno di sottili angosce quotidiane. Vissute sull'orlo del futuro incerto, speranzoso ma fondamentalmente disperato.
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