Nick: Mach Oggetto: Anche questo è comunista?? Data: 11/3/2006 10.24.20 Visite: 127
Della Valle intervistato da Daria Bignardi a «Le Invasioni Barbariche»
«Il premier e i suoi non scherzano»
ROMA - Mi creda, la mia posizione anti-Berlusconi non è comoda. Tutt'altro. E poi, questi qui non scherzano...». Diego Della Valle guarda fisso Daria Bignardi. La conduttrice coglie al volo la frase. E rilancia, incalzandolo: «In che senso? Ha paura?». Lui allora nicchia: «No, paura no. Ma questa è gente che risponde subito, non le manda certo a dire. E comunque mi auguro non facciano niente a nessuno, visto che siamo in una democrazia».
È il momento più caldo dell'intervista al fondatore del marchio Tod's, con la quale ieri Daria Bignardi ha inaugurato il nuovo ciclo di trasmissioni delle Invasioni barbariche, in prima serata su La7. Un'intervista tutta — o quasi — politica. Dedicata al Della Valle diventato «icona antiberlusconiana». Ed è per lo più del presidente del consiglio, infatti, e della sua Diego Della Valle e Daria Bignardi parte politica, il centrodestra, che l'imprenditore ha parlato ieri con Bignardi. Ribadendo, di fatto, i concetti già espressi in quella puntata di Porta a Porta dove fece tanto arrabbiare il presidente del consiglio, contestandolo in diretta tv. «Vai in giro con i fogliettini», gli disse. «Sono fiero di aver detto quelle cose — ha rivendicato ieri sera —. Le ridirei. E non perché voglio far politica: non scenderò mai in campo, stiano tutti tranquilli. Ma perché ho la responsabilità come imprenditore e come figura impegnata nella società di far rilevare che ancora una volta Berlusconi e il Polo stanno cercando di convincere gli italiani con banalità e falsità. Mettendo su dei teatrini mediatici inutili, e tentando di occultare i veri problemi».
Per Della Valle il metodo del Polo di occultare le critiche è «far partire subito il veleno, in modo da narcotizzare chi tenta, come me, di dire civilmente delle cose. Io sono uno di centro, provengo da una famiglia che votava i repubblicani veri, non quella robetta di adesso. Sono moderato e laico. Nel '94 ho persino creduto in Forza Italia e nel progetto di Berlusconi. L'ho finanziato. Ma poi purtroppo mi sono dovuto ricredere».
A.F.
11 marzo 2006
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