Nick: mir Oggetto: Chat per Singles Data: 4/6/2007 20.43.25 Visite: 478
E' strano se una persona ti piace per come scrive. E' strano perchè quella persona immediatamente diventa la persona perfetta. Si attiva ogni possibile costruttore mentale per creare intorno a quelle parole il fisico, gli atteggiamenti e la voce da dove sono nati. Insomma dammi una dimensione accettabile che te ne do un altro paio in regalo. Le scrissi cercando di non pensare che lei poteva essere un "lui", che lei poteva essere una brutta-bassa-grassa-pelosa, che lei poteva non avere nessun interesse a instaurare rapporti. Con me in particolare. Ma la mia zona erogena più sensibile è il mio glande della speranza. Le scrissi a tono. Cercando di essere fantasioso e fuori dagli schemi così come lei sembrava. Mi rispose. Le persone intelligenti mi stimolano. Le frequenterei sempre se ce ne fossero abbastanza. Dai messaggi sul sito si passò alle email. Il messenger, la chat sono espressioni di questo tempo che non dà spazio per allargare i pensieri con le relative riflessioni. Le escludemmo a priori. Noi, invece, avevamo bisogno di nutrirci dei nostri periodi lunghi. Delle frasi senza senso che, un attimo prima di prendere sonno poi, avevano senso. Ci demmo appuntamento, col solito scambio di anonimi numeri di cellulare, nel caffè più centrale e costoso che potesse esistere. Non so perchè. Un posto banale e affollato per un incontro fatto di concetti intimi. Qualcosa era già cambiato. Arrivai per primo e mi misi ad un tavolino defilato rispetto all'ingresso. All'ora dell'appuntamento entrò nella sala una signora sulla sessantina. Zoppicava leggermente mentre si poggiava su un fine bastone di mogano. Rimasi probabilmente con la bocca aperta almeno fino al momento in cui la signora non salutò un gruppetto di coetanee ad un tavolo colmo di tè e vassoi di biscottini di ogni genere e si sedette. Dopo una quindicina di minuti mi alzai per andare in bagno. Decisi che se non l'avessi trovata al ritorno me ne sarei andato. In quell'istante entrò nella sala una ragazza incredibilmente bella. Pensai subito ad una principessa araba che stava precedendo una corte. Ma nessuno la stava seguendo, anzi era lei a cercare qualcuno nella sala. Mi guardò mentre stavo uscendo e con un mezzo sorriso che scoprì denti bianchissimi sulla pelle scura mi disse: "Sei tu?". Risposi con un'aria assolutamente neutra "Prego?". Le si smorzò il sorriso e disse "Niente, mi scusi". Quando tornai dal bagno presi la mia roba ed uscii. Ma prima diedi uno sguardo a dove stava. Lei era seduta vicino al tavolo delle signore. Una specie di dea poggiata su tovaglia bianca e inutili attori a contorno. Tutta la sala da tè era colma della sua bellezza. Le mani dalle lunghe dita poggiate l'una sull'altra. I capelli che le scendevano delicatamente sul viso mentre buttava un'occhiata veloce sullo schermo del cellulare che faceva capolino dalla borsa. Fuori, nella piazza, appoggiai la testa al lampione che emanava una luce fioca e confidenziale. Presi il cellulare e scrissi "Sono io, ero io, sto fuori adesso, ma fa piano quando esci dal caffè". http://www.sergiogandrus.it |