Nick: Coatlicue Oggetto: le distanze Data: 6/10/2004 12.58.14 Visite: 289
Ci pensate mai che le storie d’amore possono perdersi o addirittura non nascere per questioni di distanze? No, non mi riferisco solo ai chilometri che separano le città, le nazioni, i continenti. Mi riferisco anche a quei pochi metri che possono separare due portoni di palazzi vicini. Mi spiego meglio. Ieri sera ero sotto casa e aspettavo che spuntasse il motorino di Paola da un momento all’altro. Ma, che ci vuoi fare, lei è la quintessenza del ritardo, e così me ne stavo appoggiata ad una macchina con il casco in mano a pensare a nulla, quando con la coda dell’occhio vedo arrivare in lontananza un tipo sulla trentina con i pantaloni con i tasconi laterali. Ora calcolate che c’era solo la luce del lampione e che io sono un po’ cieca di notte, che ero distrutta da una giornata di lavoro e che stavo un po’scazzata per il ritardo della mia amica, insomma a me il tipo sembrava niente male. Credevo proseguisse almeno fino al mio portone, e invece rapidamente ha suonato al citofono del palazzo prima del mio e si è intrufolato nell’androne. Una storia d’amore mancata. Per pochi metri. Se solo avesse abitato nel palazzo subito dopo mi avrebbe notata, si sarebbe fermato a parlarmi, mi avrebbe invitata a cena fuori, avrebbe fatto follie per me, viaggi insieme, mi avrebbe chiesta in sposa, avremmo fatto cento figli e sarei invecchiata con lui magari in una casa sul mare. Quante storie d’amore non nascono perché ci si ferma un attimo prima? Forse tante. Immaginate come sarebbe bello se ogni tanto non ci si fossilizzasse sul solito percorso abitudinario e si decidesse, non dico di cambiare strada, ma di fare anche pochi metri più avanti. O più indietro. O di lato. Cambiare prospettiva e spingersi oltre. Da lontano intravedo il motorino di Paola. Nel percorso da casa al cinema le racconto della mia mancata storia d’amore. Lei ride. Rido anche io delle mie fantasie e del mio amore da due secondi e mezzo.
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