Nick: _Roxanne Oggetto: campi di concentramento Data: 13/12/2002 10.25.38 Visite: 0
Giusto per curiosita', ma soprattutto, giusto per avere una visione COMPLETA e IMPARZIALE della storia, riporto due brani presi a caso da due siti: 1) "Il primo campo di concentramento fu istituto dagli Spagnoli a Cuba per rinchiudervi, nel 1868, gli insorti che erano stati fatti prigionieri. L'esempio fu seguito dagli Inglesi nella guerra combattuta nel Sudafrica contro i Boeri (1899-1902). Per fiaccare la resistenza degli avversari, gli Inglesi rinchiusero nei campi di concentramento donne, vecchi e bambini Eeve li tennero come ostaggi. I campi di concentramento riapparvero durante la I guerra mondiale, quando servirono a imprigionarvi i cittadini di Stati belligeranti nemici, che allo scoppio del conflitto si trovavano in territorio diventato nemico. Altri campi di concentramento comparvero in Russia dopo la Rivoluzione del 1917 e di questi ebbero tutte le caratteristiche anche se chiamati con il nome meno severo di "campi di lavoro"." 2) Dopo la presa del potere con la rivoluzione d'ottobre del 1917, Lenin - mentre procedeva a tappe forzate all'industrializzazione del paese e al miglioramento del livello dell'istruzione - mise in piedi in Russia un apparato di repressione delle classi non proletarie: la nobiltà, la borghesia e il clero. Il sistema concentrazionario, indicato dall’acronimo Gulag (Direzione generale lager: presiedeva alla reclusione e al lavoro schiavistico dei prigionieri o zek nella costruzione delle infrastrutture, delle mostruose companv-town subpolari, nelle miniere), ne era la sintesi. Il sistema dei campi di concentramento puntitivi appartiene infatti alla storia sovietica sin dagli esordi, dai tempi di Lenin (già nel '20, presso le isole Solovki, situate nel Mar Bianco, a circa duecento chilometri dal circolo polare artico, era stato creato un "lager di lavori forzati per i prigionieri della guerra civile", dove vennero imprigionati tutti coloro che si opponevano al nuovo regime, non solo zaristi quindi, ma anche anarchici, socialisti rivoluzionari, menscevichi). Non furono anni di consenso assoluto da parte del popolo: particolarmente significativa fu la ribellione dei marinai di Kronstadt del marzo 1921, con la quale gli stessi uomini che, sollevandosi, avevano dato inizio alla rivoluzione dell'ottobre '17, tentarono di rovesciare il potere comunista. Stavolta vennero "massacrati come anatre nello stagno" dall'armata rossa di Trotsky. [...] Non esiste un computo esatto delle perdite umane: Solgenitsin e gli altri dissidenti sovietici parlano in genere di 60 milioni. " Come vedi di menti malate ce ne sono state troppe...
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