Nick: Bostik` Oggetto: Cape e mort con i piedi Data: 15/12/2002 13.14.20 Visite: 1
Cambiare idea, è sintomo di "attività mentale". Ammetterlo, di umiltà. Ieri inaugurata l'opera di Natale in piazza Plebiscito. Capuzzelle di morte affogate in tenero cemento. Trecentotrentatrè cap e mort. Amleto avrebbe avuto un orgasmo. Rosa Russo Jervolino guarda sconsolata: si lascia scappare un "Avrei preferito simboli di festa". Ma poi, se si pensa che è il Sindaco di Napoli e avrebbe potuto evitare questa figuraccia, allora vorresti dirgli "Ma stai zitta" Antonio Bassolino guarda ma sta zitto. Meglio così. I lavori li ha autorizzati lui, vicerè di Napoli e provincia, burattinaio di Palazzo San Giacomo, anche se ora è presidente della Regione. Le cifre del tutto non vengono diffuse. I cronisti le chiedono, ricevono un "approssimativamente..." un "non si sa...". Frasi indegne di amministratori pubblici, che hanno il diritto di giustificare anche solo 10 cent. Si parla, per la cronaca, di cifre che vanno dai 700 al miliardo di vecchie lire. Per 333 cape e mort, 3 sacchette di cemento, due muratori e una trentina di neon. Se guardi in alto, ora a piazza Plebiscito, ci stanno i neon della mia cucina. Sono tondi, e l'artista le chiama aureole. Ma per me restano i neon della mia cucina. A terra invece, ci sono delle fiaccole alimentate a pece. Se non stai attento, ti riempiono il piede di simpatico residuo petrolchimico, inguaiandoti una scarpa. E' successo ad un mio collega. Che ha fatto scendere tutto il Presepe a terra. Il tutto, per la modica cifra di 700-1.000 milioni di lire. Una metà di quei soldi poteva andare ai barboni. Ai disoccupati, non l'avrei dato. Sono troppi. E meritano risposte concrete per andare a lavorare, non la busta di Natale. Si poteva dire ai barboni di questa città dall'amministrazione vergognosa: "Fratelli, il Natale fatevelo anche voi. Provate cosa significa un pasto caldo in corpo e un drappo addosso morbido e pesante, che non assomigli minimamante al cartone che avete addosso ogni sera quando passo per i vicoli del centro e vi vedo soffrire il freddo, fratelli". E invece no, nulla di nulla. Stamattina, la buona novella. Un collega mi chiama da redazione. Ride: "Avevi ragione - afferma - l'hanno fatto!". Ma cosa? Nottetempo, sono spariti i primi due teschi, strappati da mani ignote dalla loro sede, semi affogati dal tenero cemento tedesco. I ragazzi dei Quartieri e del Pallonetto non perdonano. Già sogno 333 novelli Amleto in giro per la città, nei vicoli, nei garage, sul lungomare. "Simm o nun simm? Chist è o cazz ro' problem" E poi, una sonora risata. A volte, la mano che ruba andrebbe ringraziata. A volte gli scugnizzi sembrano Robin Hood, e i vicoli Sherwood. A volte i napoletani riescono ancora a stupirmi.
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