Nick: Copia&Inc Oggetto: Bandire falce e martello Data: 8/2/2005 21.32.47 Visite: 48
Comunismo come nazismo? E' polemica Se ne discute al Parlamento europeo "L'equiparazione tra nazismo e comunismo è storicamente insensata". Così Marco Rizzo presidente della delegazione dei Comunisti italiani al Parlamento europeo, risponde al crescente numero di deputati dell'Europa dell'Est che ,reduci dal totalitarismo comunista, intendono aprire un dibattito europeo sull'eventuale messa al bando dei simboli del comunismo e del nazismo, poichè tra i due regimi non c'è nessuna differenza. Un dibattito storico, non privo di discussioni e scontri. A questo proposito, interviene Franco Frattini, ex ministro degli Esteri, oggi vice presidente della Commissione europea, il quale aveva già inoltrato alla Commissione, la proposta di bandire definitivamente le svastiche. Nella sua lettera il politico di Forza Italia, prende spunto dalle simbologie dei regimi per ricordare che per troppi anni le atrocità del comunismo sono state dimenticate, sostenendo che "moltissimo si sa di Hitler e pochissimo di Stalin". Frattini prosegue stabilendo che: " Pur tenendo conto delle differenze ideologiche tra nazismo e comunismo, entrambi i regimi furono macchine di terrore e propaganda, che predisposero stermini di massa". Il documento è una risposta all'appello dell' ex presidente lituano Landsbergis e del deputato ungherese Joszef Szajer, nel quale i politici in questione chiedevano l'abolizione dal Parlamento europeo di qualsiasi simbolo di regime. Frattini risponde loro che: "la vostra storia è la nostra storia. Il vostro appello non può rimanere inascoltato, farò il possibile per soddisfare le vostre richieste". Per ora le discussioni sono solo a livello teorico. Infatti, il vice presidente rende noto che non è stato avviato nessun provvedimento europeo per l'abolizione dei simboli comunisti. Comunque la reazione alle sue esternazioni non si fa attendere. Rizzo attacca Frattini ricordando che: "il nazismo non sarebbe stato sconfitto senza l'aiuto dell'Armata Rossa sovietica" e che "in molti Paesi la falce e il martello furono sinonimo di giustizia e libertà". In seguito il capogruppo dei Comunisti Italiani difende così l'importanza della sinistra e dei suoi simboli" non esiste una battaglia per il progresso che non abbia visto la falce e il martello in prima fila. La Costituzione italiana ci legittima a esprimere la nostra simbologia". Tenere o bandire i simboli dall' Ue? Giulio Andreotti, presente alla mostra su Alcide De Gasperi, smorza i toni della polemica europea dicendo che" i simboli non hanno tanta importanza. Spesso vengono usati stupidamente da gente che non ne conosce neppure il significato." A confermare la "spaccatura" tra Frattini e la sinistra ci pensa il senatore del Pdci, Gianfranco Pagliarulo che d'accordo con Rizzo risponde: " Invece di fare un'ignobile propaganda, Frattini impari la storia. Il Pci ha contribuito in maniera determinante alla liberazione dell'Italia e tanti comunisti hanno pagato con la vita la libertà di tutti, anche quella di Frattini." 8/2/2005 http://www.tgcom.it/politica/articoli/articolo242319.shtml |