Nick: Zipper75 Oggetto: a volte la vita è uno schifo Data: 7/3/2005 10.41.15 Visite: 125
leggete con attenzione .. tratto da repubblica... la storia di un medico, di suo figlio e di sua moglie. BOLOGNA - Tre morti vicini nel letto: un ragazzo, in coma da sei anni, una madre da tempo distrutta dal dolore, un padre, medico famoso, arrivato alle ultime settimane di vita per un tumore in fase terminale. Ad ucciderli l'iniezione letale fatta dall'uomo, Mario Miglioli, 63 anni, direttore della clinica di medicina interna e gastroenterologia del policlinico Sant'Orsola di Bologna. La fine di questa famiglia è avvenuta ieri di prima mattina nella casa di via Piella, in pieno centro storico di Bologna, e a spiegare quanto è avvenuto è stata una lettera, trovata dai Carabinieri del reparto operativo e dal pm Luca Tampieri, che il medico ha lasciato per i familiari. A dare l'allarme è stato uno dei fratelli del medico che, preoccupato per la mancata risposta a una telefonata, è entrato nell'appartamento. Miglioli, piacentino di origine ma da molti anni a Bologna come continuatore della famosa scuola di gastroenterologia, conosciuto come studioso in campo nazionale, ha scelto di anticipare la propria fine e di chiudere la vita di Michele, 29 anni, quell'unico figlio che da tanto tempo era privo di conoscenza per le conseguenze di un incidente stradale, ridotto a uno stato vegetativo. E con loro è morta la moglie e madre, Isa Gorini, 60 anni, che forse conosceva le intenzioni del marito e che forse ha accettato di morire attendendo coscientemente gli effetti dell'iniezione. Chi ha conosciuto Miglioli ha raccontato di un uomo che con grande compostezza ha sopportato per anni quella situazione disperata dedicandosi completamente al lavoro e alle cure e all'assistenza per il figlio. Ma anche di un uomo angosciato per il futuro di quel ragazzo bisognoso di tutto, di come sarebbe stato accudito quando sarebbe rimasto senza i genitori. E Miglioli sapeva che il momento in cui Michele sarebbe rimasto senza padre sarebbe arrivato prestissimo. Anche recentemente il medico era stato ricoverato e sottoposto a terapie e sapeva che quel tumore al polmone gli lasciava pochissimo tempo. Così ha deciso che quella piccola famiglia colpita da disgrazie troppo grandi chiudesse nello stesso giorno con una vita tanto difficile. Forse ne ha parlato con la moglie, a sua volta da tempo psicologicamente provata, e poi ha agito usando una sostanza che potesse provocare una morte rapida. L'autopsia chiarirà con cosa Miglioli ha riempito la siringa che ha portato la morte, ma sarà un particolare insignificante di una storia tristissima. Pace alla loro anima (6 marzo 2005) |