E ora nn venitemi a dire che non pensa solo ai cazzi suoi. Se nn avesse cambiato la legge veniva condannato!
Per la vicenda All Iberian, Silvio Berlusconi è stato assolto perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato. Secondo i giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Milano, in base alla nuova normativa sui reati societari (approvata dal governo guidato dallo stesso Berlusconi) la condotta di cui era accusato il premier non è più prevista dalla legge come reato. Con Berlusconi sono stati assolti anche gli ex manager Fininvest Ubaldo Livolsi, Giancarlo Foscale e Alfredo Zuccotti.
PECORELLA SODDISFATTO - «La sentenza del processo All Iberian era attesa così come è stata fatta perché bisogna considerare che la stessa procura aveva ritenuto che il falso in bilancio ipotizzato non superava le soglie di punibilità, che non c’erano stati danni rilevanti e che non ci sono stati effetti nocivi». E’ questo il commento di Gaetano Pecorella, difensore di Silvio Berlusconi sulla sentenza. «Quando fu approvata la legge ci furono molte polemiche invece guardando quello che è accaduto bisogna concludere che la modifica alla legge su falso in bilancio non ha fatto disastri e che sono stati celebrati i processi e sono proseguite le indagini come prima» conclude Pecorella.
L'ITER - Nel marzo scorso i giudici avevano rinviato il processo in attesa del pronunciamento della Corte di Giustizia europea sulla legge italiana sul falso in bilancio. La Corte, con sede a Lussemburgo, ha poi deciso in maggio che la direttiva Ue sul diritto societario non poteva ribaltare la legge italiana che stabilisce pene più miti e abbassa i tempi di prescrizione (l'opposizione contestò pesantemente della nuova normativa come di una legge «su misura» a favore del premier, e che rende quindi prescritta questa ipotesi di reato nel processo che lo riguarda). In base alla normativa in vigore, dunque, i reati del processo «All Iberian" sono già da tempo estinti per intervenuta prescrizione. La legge italiana sul falso in bilancio, promulgata all'inizio del governo Berlusconi, prevede in sintesi un abbassamento del tetto di pene massime previste, un termine di prescrizione sostanzialmente più breve - da sette anni e mezzo al massimo a quattro anni e mezzo - e la perseguibilità del reato in presenza di una querela e non più d'ufficio
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