Nick: Viol4 Oggetto: un giorno di ordinaria... Data: 30/7/2003 0.45.18 Visite: 54
... amministrazione. si inizia con la telefonata all'Ufficio Ragioneria, a Caserta. "perchè non mi avete ancora accreditato i soldi?" dovrei avere almeno 6 mesi di arretrati, e vabbè... Rispondono che dall'Ufficio della II Università ancora non gli è arrivato il modulo. Incazzata come una bufala (oramai ci sto tanto insieme che sono diventata una di loro) telefono all'ufficio preposto, e mi dicono che guarda caso proprio stamattina l'hanno inviato, sisi, non mi devo preoccupare, ad agosto verrò pagata certamente... stamattina? chitebbiecch... ho portato i documenti DUE MESI FA!!! farfugliano qlcs in burocratese, tipo: "no, ma non possiamo fare un solo decreto, abbiamo dato la precedenza a... i tempi tecnici.... l'inondazione, le cavallette...". burocrati di merda. Mi chiama il nostro prof, anni 36, incidentalmente figlio del direttore dell'Istituto, e mi comunica che i prelievi ambientali negli allevamenti di bufali che dovevamo fare fino al 9 agosto x ora sono sospesi (assafà...), se ne parla a settembre, il motivo reale io lo conosco: il Prof. major (il padre) ha detto no, perchè gli serve il veterinario che viene con me a tempo pieno x tutto il mese d'agosto, e chest'è... Guardo il nostro caro "ragazzo prodigio" e gli dico che deve avvisare il prof. della mia ex facoltà, che collabora con noi al lavoro. Lui mi guarda e fa: "Sì, ti prego, diglielo tu". Cosa? Ho capito male? Lui ripete: "Diglielo tu, inventati qualcosa, parlaci tu..." Vorrei dire: tu sei il prof e percepisci stipendio "a livello", il progetto è tuo e suo, e mò siccome papino ti ha ordinato di sospendere fino a settembre tu non hai le palle di dirlo ad un tuo collega, e lo devo fare io al tuo posto? Mi guarda supplichevole. Lo guardo schifata. abbassa anche lo sguardo. Bah... no comment. giornata di esami,come se non bastasse, lauree brevi. mi fanno pena sti poveracci che fino al 29 luglio sono stati a studiare, e stanno lì tutti sudaticci e pallidi, che stazionano nei corridoi all'impiedi, come una mandria di bufali (aridaje...). vabbè, si inizia: quasi tutti preparazione mediocre, ma chi se ne fotte, è il 29 luglio, fa cavr, non voglio chitammuort al mio indirizzo, non sono medici e non uccideranno mai qlc, e quindi dò tutti 28 e 30. Poi mi capita un ragazzone ciotto ciotto dallo strano idioma (sono quasi tutti fuori sede, si ascoltano gli i dialetti più incredibili), che non sa praticamente NULLA. vabbè, le domande più facili possibili, l'ABC.. e nemmeno. nun sap nu cazz... il ciotto suda, si agita... mi fa pena, già l'immagino che chiama al paese e dice: "no, nun agg pigghiat ll'esam, chella stronz m'ha bucciat... no mammà nun chiagner..." vabbè ja... gli dò un 24 che non sta nè in cielo nè in terra, e siamo tutti più contenti. Dopo, esco per comprarmi qlcs da mangiare, e sul pianerottolo c'è l'assembramento degli studenti che commentano gli esami. Di spalle c'è il ciotto che dice ad alta voce: "Pò CHELL vulev sapè a me i Miceti, ma che gghiè? chi e ssap? ma chi ha araput o libbre nè? Pò CHELL m fà: parliamo dei terreni di coltura, nè ma che gghiè? ce stev rerenn nfaccie oh! Oh però m'a schiattass a CHELL!" CHELL, alias me medesima pensa solo: "tieni n'altro esame con noi ciottolino bello,t facc chiagner!". bah... ho fatto la brava tutto il giorno e non ho fumato, mò mi sò sfastediata e me ne vado nel bagno a fumare davanti alla finestra, sì, come le scolarette viziose, e c'aggia fà... si apre la porta ed entra una delle prof. anziane più incazzose e rompiballe che ci siano... tra l'altro la sorella del nostro beneamato (?) assessore alla Sanità... troppo tardi x buttare la sigaretta, resto lì "pallizzata" in attesa dell'inevitabile cazziatone. "Son qui, m'ammazzi", come disse Lucia all'Innominato... mi guarda accigliata e dice: "scusi..." oilloc... oillann, cazziata del 10° in arrivo... poi fa: "ha una sigaretta?". In religioso silenzio gliene dò una, e si mette a fumare guardando fuori dalla finestra. Comunicazione telepatica: "ho i cazzi miei" "Sì, anch'io...". Al vomero x dei servizi, prendo l'autobus per un breve tratto. Salgo, circa 4 posti vuoti. Mi siedo, e dopo poco un vecchietto in piedi davanti a me fa: "signurì... ma ch maner... c stà na femmena anziana annanz a vuje, e vuje stat assettat?" e indica una vecchietta poco più in là Che??? ma ci sono altri 4 posti vuoti! Forse non ho capito bene, ma lui incalza: "e ch maner! CHEST sta assettat, e a signora adda stà all'erta!" CHEST, CHELL... oggi è la mia giornata, agg capit... Intavolo un dialogo surreale col signore? no, decido di essere ancora più surreale, mi alzo e cambio posto. oh, e mica si siede quella signora di... vabbè, lassamm sta, và...
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