Nick: \\\Ulisse Oggetto: Lezione di Scacchi n.6 Data: 1/9/2003 23.54.10 Visite: 18
Eccoci alla lezione N.6 per la gioia di LG,ADP e qualche altro/a adepto dietro le quinte. Fin'adesso mi hanno già invitato a giocare in 6 (tramite i messaggi della page) + ADP in pubblico. Tutti vorrebbero ridurre il mio Re in braghette. QUando avro' tempo per giocare, chi mi ha (simpaticamente) "sfidato" si renderà conto che battermi non è certo impresa da tramandare ai nipoti, essendo io piuttosto scarso. Non fatevi ingannare dalla teoria! ;) Comunque, adesso vorrei cominciare ad entrare un po' piu' nel gioco.... L'Apertura La fase di apertura è, come il nome stesso suggerisce, l'inizio del gioco. Di norma le mosse che possono considerarsi "d'apertura" sono le prime 10-15, ma non prendetela come una cosa tassativa, ci sono molte eccezioni e spesso è una questione soggettiva, da partita a partita. Sia come sia, durante l'apertura entrambi i giocatori si occupano dello sviluppo dei pezzi, di impostare una struttura di pedoni idonea, della sicurezza del proprio Re. Una volta terminate queste operazioni, i due eserciti sono pronti a fronteggiarsi. Poiché è nell'apertura che si gettano le basi per la vittoria, è importante cercare di giocarla bene. Esistono tantissime monografie sulle singole aperture ma, parlando in generale, ecco alcuni consigli che potranno esservi comunque d'aiuto: 1) in apertura evitare di muovere due volte lo stesso pezzo. 2) cercate di controllare il centro, dunque sviluppate i vostri pezzi affinché controllino il centro. 3) sviluppate le torri per ultime, e cmq ricordate che i pezzi di norma dovrebbero uscire in ordine crescente d'importanza. 4) non perdete tempo con inutili mosse di pedone. Tenete presente che i pedoni non tornano indietro, e che una mossa di pedone non è mai una vera mossa di sviluppo. il punto 3 lo sottolineo a favore di una scacchista che legge le mie lezioni (o almeno cosi' pare) cosi' che possa trarne vantaggio.... Ecco, queste sono le prime che mi vengono in mente. Tenete ben presente che, negli scacchi, non esistono principi assoluti: non abbiate quindi paura di violare uno di questi consigli, se pensate che ciò sia logico per il piano che avete in mente. Magari sbaglierete, ma anche muoversi in modo troppo "dogmatico" tende ad ingessare le idee. Il Mediogioco Regno di lunghe battaglie strategiche o di fulminanti combinazioni tattiche, il mediogioco è la parte forse più divertente della partita, ma anche quella scientificamente meno interessante. Se infatti le aperture sono limitate (ma innumerevoli) e i finali completamente codificati, il mediogioco offre possibilità di combinazione in pratica infinite, che solo l'avvento dei più moderni calcolatori sta mettendo in discussione. Un consiglio? Scegliete un piano e seguitelo, cercate di capire quali sono le debolezze dello schieramento avversario e sfruttatele. Se vi avanza, occupate con le torri le colonne aperte... Il Finale I pezzi diminuiscono, i Re scendono in campo: siamo arrivati al finale. Lo studio dei finali è la parte più importante della carriera di uno scacchista, tanto che nelle scuole russe è la prima cosa che si fa studiare agli allievi. Sarà per questo che, avendone trascurato lo studio, ho spesso buttato partite vinte? Se volete un buon consiglio, cominciate dai finali più semplici. Esempio? Re e Regina contro Re da solo: non mettete nient'altro sulla scacchiera e ricordatevi che il Re e la Donna danno scaccomatto al Re da solo in 10 mosse massimo. Vi sembra facile? Provateci. Dopodiché passate a Re e Torre contro Re, Re e due Alfieri contro Re (questo è davvero tosto), fino ad arrivare al primo dei finali di maggior complessità: Re e pedone contro Re. Ne riparleremo in seguito. A bien tot ///U. Ps: ho usato la categoria sport anche per gli scacchi. Spero siate tutti d'accordo. |