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BlogRoom di Ircnapoli


( 9/5/2009 01:43:34 N. 370506) - Morna*    Mostra profilo Invia messaggio

Niente più ti lega a questi luoghi, neanche questi fiori azzurri.



blog modificato il: 09/05/2009 01:50:52




( 9/5/2009 01:37:36 N. 370505) - *Zìgulìnà*    Mostra profilo Invia messaggio



E alla fine questa storia m ha insegnato. . ..
che chi si sente una picccola pedina nelle mani del destinooo. . ..
beh forse il destino è solo una scusa. . .. per nn accorgersi ke c'è qlk dietro ke decide per te!
Io per fortuna ho una mia testa. . ..
un mio cervello . . ..
un bel bagaglio di esperienza. . .
Ke m ha visto crescere e maturare nel tempo . . . .
E stasera ne è stata una dimostrazione!!!!
Ho imparato a guardare negli okkii di una persona. . .. 
Ho imparato a distinguere i sorrisi veri da quelli falsi . . . .
Ho imparato ad essere indifferente. . ..
Ho imparato a mettere da parte tutte le persone ke nn meritano . .. .
Ho imparato che il valore di soli 15 euro. . . . .nn va sprecato . . ..
Ho imparato ke nn bisogna giudicare e criticare se dopo si rischia d cadere negli stessi errori . . ..
Ho imparato ke nn basta conoscere una persona da anni per reputarla importante . ..
Ho imparato ke le parole a volte nn servono . . ..  ma basta un solo saluto forzato. . .. per dire   b a s t a.
Ho imparato ke mai nessuno dovrà prendere decisioni  al posto mio!!!!   
Ho imparato ke l'orgoglio è una malattia ke distruggeee tutto.

Ho imparato a nn portare rancore . . .. 


Ho imparato ad andare O l t r e .

    

 
blog modificato il: 09/05/2009 01:38:06




( 9/5/2009 01:06:9 N. 370504) - Nancy87    Mostra profilo Invia messaggio

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( 9/5/2009 00:58:9 N. 370503) - Linda King    Mostra profilo Invia messaggio

ah, you.

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( 9/5/2009 00:32:15 N. 370502) - PecOra_Nera!    Mostra profilo Invia messaggio

`"°º]         αиgє         [º°"`         scrive:

*dom me le fai vedè scè
*cmq
*buonanotte....e grazie...era na giornata prpr no..ma alla fine sei riuscita a farmi stare bene cm al solito! ti voglio bene nn lo dimenticare mai!!!!M.V.M forever!
*cià cià kiss

(*)                   °o.O ĿΈΈĿΆ O.o°            -18+19 scrive:

*:°

*nn dirmi ste cose ke mi si aprono le fontane


M.V.M sempre e cmq unite io ci sarò sempre per te:*




( 9/5/2009 00:02:52 N. 370501) - TOTTINA88    Mostra profilo Invia messaggio


8 Maggio 2009

8 Maggio8 Maggio
8 Maggio 8 MAGGIO8 Maggio
8 MAGGIO
8 Maggio 8 Maggio
8 Maggio8  Maggio
8 MAGGIO 8 Maggio 8 MAGGIO 8 Maggio 8 Maggio
8 MAGGIO 8 MAGGIO 8 Maggio
8 MAGGIO 8 MAGGIO 8 Maggio 8 MAGGIO 8 Maggio
8 MAGGIO8 MAGGIO8 Maggio
8 Maggio
8 Maggio 8 MAGGIO 8 Maggio 8 MAGGIO 8 Maggio
8 MAGGIO 8 Maggio
8 Maggio 8 MAGGIO 8 Maggio 8 MAGGIO 8 Maggio
8 MAGGIO 8 Maggio 8 MAGGIO 8 Maggio
8 Maggio
8 MAGGIO 8 Maggio 8 MAGGIO 8 Maggio 8 MAGGIO 8 Maggio
8 Maggio
8 MAGGIO8 MAGGIO 8 Maggio 8 MAGGIO 8 MAGGIO 8 Maggio
8 Maggio8 Maggio
8 Maggio 8 MAGGIO8 Maggio
8 MAGGIO
8 Maggio 8 Maggio
8 Maggio8  Maggio
8 MAGGIO 8 Maggio 8 MAGGIO 8 Maggio 8 Maggio
8 MAGGIO 8 MAGGIO 8 Maggio
8 MAGGIO 8 MAGGIO 8 Maggio 8 MAGGIO 8 Maggio
8 MAGGIO8 MAGGIO8 Maggio
8 Maggio
8 Maggio 8 MAGGIO 8 Maggio 8 MAGGIO 8 Maggio
8 MAGGIO 8 Maggio
8 Maggio 8 MAGGIO 8 Maggio 8 MAGGIO 8 Maggio
8 MAGGIO 8 Maggio 8 MAGGIO 8 Maggio
8 Maggio
8 MAGGIO 8 Maggio 8 MAGGIO 8 Maggio 8 MAGGIO 8 Maggio
8 Maggio
8 MAGGIO8 MAGGIO 8 Maggio 8 MAGGIO 8 MAGGIO 8 Maggio



8 Maggio

& quindi cosa vuoi che sia?
aHUahuAHUHAU
IN EFFETTI è SOLO L' 8 MAGGIO


8 Maggio8 Maggio
8 Maggio 8 MAGGIO8 Maggio
8 MAGGIO
8 Maggio 8 Maggio
8 Maggio8  Maggio
8 MAGGIO 8 Maggio 8 MAGGIO 8 Maggio 8 Maggio
8 MAGGIO 8 MAGGIO 8 Maggio
8 MAGGIO 8 MAGGIO 8 Maggio 8 MAGGIO 8 Maggio
8 MAGGIO8 MAGGIO8 Maggio
8 Maggio
8 Maggio 8 MAGGIO 8 Maggio 8 MAGGIO 8 Maggio
8 MAGGIO 8 Maggio
8 Maggio 8 MAGGIO 8 Maggio 8 MAGGIO 8 Maggio
8 MAGGIO 8 Maggio 8 MAGGIO 8 Maggio
8 Maggio
8 MAGGIO 8 Maggio 8 MAGGIO 8 Maggio 8 MAGGIO 8 Maggio
8 Maggio
8 MAGGIO8 MAGGIO 8 Maggio 8 MAGGIO 8 MAGGIO 8 Maggio


Finalmente questa giornata è passata
un altro 8 Maggio se nè andato
e ciò mi rasserena e non poco : D



blog modificato il: 09/05/2009 00:07:42




( 8/5/2009 23:35:13 N. 370500) - *ThuG`AnGeL*    Mostra profilo Invia messaggio

Qualsiasi cosa state pensando in questo momento...non ci pensate!!!!......sentiamoci questa!!
Basta che si chiamano muthafuckers fra di loro...risolvono tutto...ahshsuashsuah XD
Grandiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii...voglio andare a vivere lì!!!!

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( 8/5/2009 22:03:40 N. 370497) - Ela1979    Mostra profilo Invia messaggio


 Tieni duro, io sono con te :*


blog modificato il: 08/05/2009 22:03:50




( 8/5/2009 21:52:37 N. 370495) - ´ oc†ober ´    Mostra profilo Invia messaggio



Mio padre e' l'unico uomo al mondo
capace di fratturarsi tre costole su
di una giostra e di rompersi una mano
giocando ad un videogioco.


E se glielo fai notare, si incazza pure.








( 8/5/2009 21:35:21 N. 370494) - P|ayfu|    Mostra profilo Invia messaggio


bhè...

sn un pò lontana da casa in qst momento..







( 8/5/2009 20:27:24 N. 370492) - sChrANZy    Mostra profilo Invia messaggio

4 luglio ViperXXl,Bold,OBI,Eto&Gab,M.W.Buster,
Guigoo,C.Distortion,Animatek e moltissimi altriiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
aiutooooooooooooooooooooooo

e domani è old river


TU CMQ PAR O FRAT RO CAZZ.

blog modificato il: 28/06/2009 03:30:12




( 8/5/2009 20:08:41 N. 370491) - ...ToRe...    Mostra profilo Invia messaggio


[OGGETTO MULTIMEDIALE DISATTIVATO IN BLOGROOM]

NN SIAMO QUI A GRATTAR  LA PANCIA ALL'ORSO BRUNO

ashusasahashusahsahaaashsahashusahusahaha

è TROPP NU MOSTR..!!!




( 8/5/2009 19:32:54 N. 370490) - Rasputin    Mostra profilo Invia messaggio


Il socialismo ha fallito, il capitalismo è in bancarotta. Cosa succederà adesso?


Qualunque logotipo ideologico adottiamo, lo spostamento dal mercato libero all’azione pubblica dovrà essere molto maggiore di quanto i politici immaginano.


di Eric Hobsbawm, The Guardian, tradotto per Senzasoste da Andrea Grillo


Il XX secolo è già alle nostre spalle, ma non abbiamo ancora imparato a vivere nel XXI, o almeno a pensarlo in modo appropriato. Non dovrebbe essere così difficile come sembra, dato che l’idea fondamentale che ha dominato l’economia e la politica nel secolo scorso è scomparsa, chiaramente, nel tubo di scarico della storia. Avevamo un modo di pensare le moderne economie industriali -in realtà tutte le economie-, in termini di due opposti che si escludevano reciprocamente: capitalismo o socialismo.
Abbiamo vissuto due tentativi pratici di realizzare entrambi i sistemi nella loro forma pura: da un lato le economie a pianificazione statale, centralizzate, di tipo sovietico; dall’altro l’economia capitalista a mercato libero esente da qualsiasi restrizione e controllo. Le prime sono crollate negli anni ‘80, e con loro i sistemi politici comunisti europei; la seconda si sta decomponendo davanti ai nostri occhi nella più grande crisi del capitalismo globale dagli anni ‘30 ad oggi. Per certi versi è una crisi più profonda di quella, nella misura in cui la globalizzazione dell’economia non era a quei tempi così sviluppata come oggi e la crisi non colpì l’economia pianificata dell’Unione Sovietica. Ancora non conosciamo la gravità e la durata della crisi attuale, ma non c’è dubbio che vada a segnare la fine di quel tipo di capitalismo a mercato libero che si è imposto nel mondo e nei suoi governi nell’epoca iniziata con Margaret Thatcher e Ronald Reagan.
L’impotenza, quindi, minaccia sia coloro che credono in un capitalismo di mercato, puro e destatalizzato, una specie di anarchismo borghese; sia coloro che credono in un socialismo pianificato incontaminato dalla ricerca del profitto. Entrambi sono in bancarotta. Il futuro, come il presente e il passato, appartiene alle economie miste dove il pubblico e il privato siano reciprocamente vincolati in un modo o nell’altro. Ma come? Questo è il primo problema che si pone oggi a noi tutti, e in particolare a quelli di sinistra.
Nessuno pensa seriamente di ritornare ai sistemi socialisti di tipo sovietico, non solo per le loro carenze politiche ma anche per la crescente indolenza e inefficienza delle loro economie, anche se questo non deve portarci a sottovalutare le loro impressionanti conquiste sociali ed educative. D’altro canto, finché il mercato libero globale non è esploso l’anno scorso, anche i partiti socialdemocratici e moderati di sinistra dei Paesi del capitalismo del Nord e dell’Australasia si erano impegnati sempre di più nel successo del capitalismo a mercato libero. Effettivamente, dal momento del crollo dell’URSS ad oggi non ricordo nessun partito o leader che denunciasse il capitalismo come una cosa inaccettabile. E nessuno era così legato alle sue sorti come il New Labour, il nuovo laburismo britannico. Nella sua politica economica, tanto Tony Blair che Gordon Brown (e questo fino all’ottobre del 2008) potevano essere definiti senza alcuna esagerazione come dei Thatcher in pantaloni. E lo stesso vale per il Partito Democratico degli Stati Uniti.
L’idea fondamentale del nuovo Labour, a partire dal 1950, era che il socialismo non fosse necessario, e che si poteva aver fiducia che il sistema capitalista facesse fiorire e generare più ricchezza di qualsiasi altro sistema. I socialisti non dovevano fare altro che garantire una distribuzione egualitaria. Ma a partire dal 1970 la crescita accelerata della globalizzazione creò sempre più difficoltà e sgretolò fatalmente la base tradizionale del Partito Laburista britannico, e per la verità alle politiche di aiuto e sostegno di qualsiasi partito socialdemocratico. Molte persone, negli anni ‘80, pensarono che se la nave del laburismo non voleva colare a picco, cosa che era una possibilità reale, dovesse mettersi al passo con i tempi.
Ma non fu così. Sotto l’impatto di quello che vedeva come la rivitalizzazione economica thatcherista, il New Labour, a partire dal 1997, si bevve tutta l’ideologia, o piuttosto la teologia, del fondamentalismo del mercato libero globale. Il Regno Unito deregolamentò i suoi mercati, vendette le sue industrie al miglior offerente, smise di fabbricare beni per l’esportazione (a differenza di Germania, Francia e Svizzera) e puntò tutto sulla sua trasformazione in centro mondiale dei servizi finanziari, e di conseguenza in paradiso dei riciclatori multimilionari di denaro. Così l’impatto attuale della crisi mondiale sulla sterlina e l’economia britannica sarà probabilmente più catastrofico di quello su ogni altra economia occidentale e questo renderà la guarigione più difficile.
E’ possibile affermare che ormai tutto questo è acqua passata. Che siamo liberi di tornare all’economia mista e che la vecchia scatola degli attrezzi laburista è qui a nostra disposizione -compresa la nazionalizzazione-, così che non dobbiamo far altro che utilizzare di nuovo questi attrezzi che il New Labour non avrebbe mai dovuto smettere di usare. Comunque questa idea fa pensare che sappiamo come usare questi attrezzi. Non è così.
Da un lato non sappiamo come superare l’attuale crisi. Non c’è nessuno, né i governi, né le banche centrali, né le istituzioni finanziarie mondiali, che lo sappia: tutti questi sono come un cieco che cercasse di uscire da un labirinto dando colpi alle pareti con bastoni di ogni tipo nella speranza di trovare la via d’uscita.
Dall’altro lato sottovalutiamo il persistente grado di dipendenza dei governi e dei responsabili delle politiche dai dogmi del libero mercato, che tanto piacere gli hanno regalato per decenni. Si sono forse liberati del principio fondamentale per cui l’impresa privata orientata al profitto è sempre il mezzo migliore e più efficace di fare le cose? O che l’organizzazione e la contabilità imprenditoriali dovrebbero essere i modelli anche per la funzione pubblica, l’educazione e la ricerca? O che il crescente abisso tra i multimilionari e il resto della gente non sia tanto importante, dopotutto, sempre che tutti gli altri -eccetto una minoranza di poveri- stiano un po’ meglio? O che quello di cui ha bisogno un Paese, in qualsiasi caso, è il massimo di crescita economica e di competitività commerciale? Non credo che abbiano superato tutto questo.
Comunque una politica progressista richiede qualcosa in più di una rottura più netta con i principi economici e morali degli ultimi 30 anni. Richiede un ritorno alla convinzione che la crescita economica e l’abbondanza che comporta siano un mezzo, non un fine. Il fine sono gli effetti che ha sulle vite, le possibilità vitali e le aspettative delle persone.
Prendiamo il caso di Londra. E’ evidente che a tutti noi importa che l’economia di Londra fiorisca. Ma la prova del fuoco dell’enorme ricchezza generata in qualche parte della capitale non è il fatto di aver contribuito al 20 o 30% del PIL britannico, ma come questo ha influito sulle vite dei milioni di persone che vivono e lavorano lì. A che tipo di vita hanno diritto? Possono permettersi di vivere lì? Se non possono, non è per niente una compensazione il fatto che Londra sia un paradiso dei super-ricchi. Possono ottenere posti di lavoro pagati decentemente, o nella realtà un lavoro qualsiasi? Se non possono, a che serve tutto questo affannarsi per avere ristoranti da tre stelle Michelin, con chef diventati essi stessi stelle. Possono mandare i loro figli a scuola? La mancanza di scuole adeguate non si compensa con il fatto che le Università di Londra possano allestire una squadra di calcio fatta di vincitori di premi Nobel.
La prova di una politica progressista non è privata ma pubblica, non solo importa l’aumento del reddito e del consumo dei privati ma l’ampliamento delle opportunità e, come le chiama Amartya Sen, delle capabilities -capacità- di tutti per mezzo dell’azione collettiva. Ma questo significa -deve significare- iniziativa pubblica senza fini di profitto, neanche se fosse solo per redistribuire l’accumulazione privata. Decisioni pubbliche dirette a conseguire un miglioramento sociale collettivo dal quale tutti ne guadagnerebbero. Questa è la base di una politica progressista, non la massimizzazione della crescita economica e del reddito personale.
In nessun ambito questo sarà più importante che nella lotta contro il problema più grande che ci troviamo ad affrontare in questo secolo: la crisi dell’ambiente. Qualsiasi logotipo ideologico adottiamo, ciò significherà uno spostamento di grandi dimensioni dal libero mercato all’azione pubblica, un cambiamento più grande di quello proposto dal governo britannico.
E, tenuto conto della gravità della crisi economica, dovrebbe essere uno spostamento rapido. Il tempo non è dalla nostra parte.


(8 maggio 2009)


testo in inglese



blog modificato il: 08/05/2009 20:32:10




( 8/5/2009 17:52:46 N. 370489) - Nefertary87    Mostra profilo Invia messaggio

08/05/09

                              [OGGETTO MULTIMEDIALE DISATTIVATO IN BLOGROOM]
             You... change your mind
Like a girl... changes clothes
Yeah you... PMS
Like a bitch... I would know
And you ... over think
Always speak ... cryptically
I should know ... that you're no good for me!

'Cause you're hot then you're cold
You're yes then you're no
You're in then you're out
You're up then you're down
You're wrong when it's right
It's black and it's white
We fight, we break up
We kiss, we make up

(You) You don't really want to stay, no
(You) But you don't really want to go
You're hot then you're cold
You're yes then you're no
You're in and you're out
You're up and you're down

. . . . . .

We... used to be
Just like twins... so in sync
The same... energy
Now's a dead... battery
Used to laugh... 'bout nothing
Now your plain... boring
I should know... that you're not gonna change!

'Cause you're hot then you're cold
You're yes then you're no
You're in then you're out
You're up then you're down
You're wrong when it's right
It's black and it's white
We fight, we break up
We kiss, we make up

(You) You don't really want to stay, no
(You) But you don't really want to go
You're hot then you're cold
You're yes then you're no
You're in and you're out
You're up and you're down

. . . . . .

Someone... call the doctor
Got a case of love bi-polar
Stuck on a... roller coaster
Can't get of this ride.

You... change your mind
Like a girl... changes clothes...

'Cause you're hot then you're cold
You're yes then you're no
You're in then you're out
You're up then you're down
You're wrong when it's right
It's black and it's white
We fight, we break up
We kiss, we make up

You're hot then you're cold
You're yes then you're no
You're in then you're out
You're up then you're down
You're wrong when it's right
It's black and it's white
We fight, we break up
We kiss, we make up

(You) You don't really want to stay, no
(You) But you don't really want to go
You're hot then you're cold
You're yes then you're no
You're in and you're out
You're up and you're down 






Traduzione

Tu cambi idea
Come una ragazza cambia i vestiti
Si tu,con la sindrome premenstruale
Come una troia
Dovrei saperlo
E tu pensi troppo
Parli sempre
In maniera critica
Dovrei saperlo
Che non vai bene per me
Perchè sei caldo e poi diventi freddo
Mi dici si e poi dici no
Ci stai e poi non ci stai
Stai su e poi vai giù
sbagli quando è giusto
E nero ed è bianco
Litighiamo, ci molliamo
Ci baciamo, facciamo pace
(tu) tu non vuoi restare veramente,no
(ma tu) ma tu non te ne vuoi andare veramente
Sei caldo e poi diventi freddo
Mi dici si e poi dici no
Ci stai e poi non ci stai
Stai su e poi vai giù
Noi eravamo
Come due gemelli
Così sincronizzati
La stessa energia
Adesso la pila è esaurita
Ridevamo per qualsiasi cosa
Adesso sei proprio noioso
Dovrei saperlo
Che non cambierai
Qualcuno chiami il dottore
Abbiamo un caso di amore bipolare
Bloccato sulle montagne russe
E non può finire la corsa
Tu cambi idea
Come una ragazza cambia i vestiti





( 8/5/2009 14:32:41 N. 370483) - certo..UNICA    Mostra profilo Invia messaggio


Sono qui seduta, immersa nel verde della natura, travolta dai miei pensieri inarrestabili che tormentano l'anima. Guardo l'orizzonte, vedo le montagne, ma come vorrei essere altrove, lontana da qui.
Mi sento come su un precipizio in fondo, in quel buio fitto, una voce che mi chiama, con cui ogni giorno combatto, perchè se cado in quel buio dpo non mi rialzo più.
Troppe cose in contrasto con la mia volontà, il prossimo quel prossimo che sei tu, che per non ferire metto da parte i miei sentimenti, li chiudo lì in un posto che conosco soltanto io!
Perchè?
Purtroppo su questa terra, in questa vita ci sono troppe cose a cui dar conto, e una, la più importante sei tu!
Cosa c'è di meglio di due occhi che ti penetrano l'anima e lasciano uscire solo il buono di me, due occhi che riescono a comprendere ed apprezzare il buono di me, quei due che non sono un'illlusione perchè mi guardano davvero. Occhi che non vedono soltanto quello che è comodo vedere ma vanno oltre, Eppure io questi occhi li ho scacciati, li sto perdendo giorno per giorno, rifugiandomi in attenuanti, creandomi alibi che non reggono contro i miei sentimenti.
Perchè?
Per paura di soffrire, di combattere per qualcosa che va contro i tuoi principi, qualcosa che tu non potrai mai capre, perchè la realtà è quella vera!
Ma che cos'è la realtà?
Quello di cui ci circondiamo, che non ci gratifica, che ci intrappola, quelle sono abitudini!
La realtà è ben altro, è quello che abbiamo dentro, che ci aiuta a svegliarci la mattina ed andare avanti, quello che ci fa aprezzare la vita in tutte le sue sfaccettature!
Troppe parole nella mia mente, pesanti, piene di responsabilit, per i vostri sacrifici, sono come un tarlo.
Mi frenano, mi bloccano.
Questa paura di deludervi mi rincorre ogni giorno. Io davanti e lei dietro di me.
Forse se non ti avessi conosciuto, tutti questi tormenti non me li sarei nemmeno concessi, forse è vero che sono un'iilusa!
Ma mi sento intrappolata in una gabbia mentre vorrei volare, vivere le mie emozioni, via da questi pregiudizi, da questa zavorra. 
Mi guardo intorno, mi sento circondata da persone, a parte qualcuno, che non comprendono i miei pensieri, persone intrappolate nelle apparenze  e nelle loro ocnvinzioni.
A volte vorrei essere anche io cosi, sicura di quello che sono, di quello che mi circonda, sarebbe più semplice. Ma non è cosi, sono sempre alla continua ricerca del sapere, del capire, alla ricerca "del più".
Questa fame insaziabil però non mi aiuta, mi mette di fronte a cose troppo grandi.
Perchè è cosi grande questa voglia di avere di più, di cambiare la mia realtà, di uscire dal gusci?
Perchè mi sento cosi diversa?
Davanti a me ogni giorno tu, le tue parole che sono come una cantilena troppe volte già sentita, questa tue parole che non coincidono con l emie, in continuo conflitto.
Tu, mia madre, la donna che mi ha dato la vita. Mi fai sentire disillusa, parli di ambizioni, valori persi, argomenti che fanno pensare, che mi fanno credere che davvero è tutto qui!
Perchè c'è sempre qualcuno che pensa di sapere cosa è giusto o sbagliato per un altro?
Scrivo pensieri dettati dalla mia anima.
Ogni giorno sentirmi dire questo lo faccio per te, pensa a te, no  fidarti, vivi la realtà le favole non esistono, mi rendono cosi fragile!
Vedi sinistro tutto quello che mi circonda!
Io non voglio rimanere intrappolata in questa mediocrità, voglio migliorarmi ogni giorno!
Forse sogno, forse un giorno mi sveglierò, uscirò da questo tunnel e dirò avevi ragione tu!
Ma io adesso ci sto provando a vivere questa che definisci "realtà" ma devo dire che fa prorio male questa monotonia!
E' come vivere su una lama di un rasoio, c'è a impazziore.
Ma forse è solo il mio modo di vedere la vita troppo "diverso",
Credo che da piccola doveva guardare di meno i cartoni animati!







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