( 10/6/2009 21:01:5 N. 371502) - joyina |
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E capisci che non è come te l'aspettavi, |
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( 10/6/2009 20:31:0 N. 371501) - Scioèh |
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A me le Guardie!!
Potete chiamarli Guardie di Palazzo, Guardie Cittadine o Guardie e basta. Qualunque nome abbiano, in ogni opera di genere fantasy-eroico il loro scopo è lo stesso: più o meno al capitolo 3 (o dopo dieci minuti di film) irrompono nella stanza, attaccano l'eroe uno alla volta e vengono massacrati. Nessuno chiede mai se sono d'accordo. Questo libro è dedicato a quei nobilissimi uomini. (...) Focalizziamoci su un giovanotto diretto in città con tutta la schiettezza, la sincerità e l'innocenza di intento di un iceberg che si sta introducendo in una delle più importanti rotte di navigazione marittima. Il giovanotto si chiama Carota. Carota camminava leggermente curvo. Questo perché era cresciuto in una miniera d'oro gestita da nani che pensavano che un metro e mezzo fosse l'altezza ideale per un soffitto. Aveva sempre saputo di essere diverso. Un giorno, poi, suo padre gli aveva detto che lui non era in effetti, come aveva invece sempre creduto, un nano. È una cosa terribile essere quasi sedicenne e della razza sbagliata. (...) (il padre di carota è il re dei nani) (...) Il padre di Carota decise di consultare un vecchio uomo amico dei nani, il signor Varneshi. Uomo solido e buono, Varneshi. "È un gran bravo ragazzo, bada bene" disse il re. "Carattere forte. Onesto. Non esattamente brillante, ma se gli dici di fare qualcosa, non si ferma finché non ha finito. Obbediente". "Dovresti mandarlo via per qualche tempo" propose Varneshi. "Lasciarlo mescolare con gli umani". Si accomodò meglio. "Adesso, re, ti trovi per le mani un papero" aggiunse col tono di chi la sa lunga. "Non penso che dovrei dirgli così. Già si rifiuta di credere di essere umano". "Quello che volevo dire è un papero fra i pulcini. È un fenomeno molto noto nelle fattorie. Scopre di sapere beccare benissimo ma non ha idea di cosa sia nuotare". Il re ascoltò con attenzione. I nani non avevano grandi cognizioni di agricoltura. "Ma se lo mandi a vedere altre papere, se si bagna i piedi, non andrà più in giro a correre dietro ai polli. E sei a cavallo". Varneshi si sedette e assunse un'espressione soddisfatta. Quando si passa gran parte della propria vita sottoterra, si sviluppa una mente molto letterale. I nani non utilizzano metafore o simili. Le rocce sono dure, l'oscurità è buia. Se si comincia a pasticciare con le descrizioni si finisce in grossi guai, è il loro motto. Dopo duecento anni di comunicazione con gli umani, però, il re aveva sviluppato uno scrupoloso attrezzo mentale che lo metteva quasi in condizione di comprenderli. "Certo. Mio zio ha un cavallo" ammise lentamente. "Stessa cosa". Ci fu una pausa durante la quale il re sottopose l'affermazione a una attenta analisi. "Mi stai dicendo" suggerì, soppesando ogni parola, "che dovremmo mandare Carota a fare la papera fra gli umani perché mio zio ha un cavallo?" "È un bravo ragazzo. Ci sono un sacco di opportunità per un ragazzone forte come lui, in città" disse Varneshi. "Ho sentito dire di nani che si trasferiscono per lavorare nella Grande Città" osservò un po' incerto il re. "E che mandano i soldi alle loro famiglie, cosa molto encomiabile e decorosa". "Ecco che ci siamo, allora. Trovagli un lavoro nel, nel..." Varneshi cercò ispirazione, "nella Guardia Cittadina, o qualcosa del genere. Il mio bisnonno faceva parte della Guardia, sai. Bel lavoro per un ragazzone, diceva sempre mio nonno". (...) (Carota si reca in città e appena assunto nella Guardia, arresta il presidente della gilda dei ladri) (...) Lord Vetinari, il Patrizio di Ankh-Morpork, si mise una mano sugli occhi. "Ha fatto cosa?" "Mi ha trascinato per un braccio per le strade" disse Urdo Van Panca, attuale Presidente della Gilda dei Ladri, Borseggiatori e Affini. "Davanti a tutti! Con le mani legate!" Avanzò di qualche passo verso il severo trono del Patrizio, agitando un dito. "Lei sa benissimo che siamo rimasti all'interno del Budget!"** disse. "Essere umiliato in quel modo! Come un criminale comune! Sarà meglio che ci siano delle esaurienti scuse pubbliche" proseguì, "o si troverà davanti a un altro sciopero. Vi saremo costretti, a dispetto della nostra naturale re-sponsabilità civica" aggiunse. Fu colpa del dito. Il dito fu un errore. Il Patrizio lo stava fissando con espressione fredda. Van Panca seguì il suo sguardo e abbassò velocemente il dito. Il Patrizio non era uomo davanti al quale si poteva agitare un dito a meno che non si volesse finire col poter contare soltanto fino a nove. "E ha detto che si trattava di una singola persona?" domandò Lord Vetinari. "Sì! Cioè..." Van Panca esitò. Suonava bizzarro, adesso che si trovava a raccontarlo a qualcuno. "Ma siete in centinaia lì dentro" disse il Patrizio, calmo. "Grossi come, se vuole scusarmi l'espressione, ladroni". Van Panca aprì svariate volte la bocca e poi la richiuse. La risposta più onesta sarebbe stata: sì e se qualcuno avesse percorso con passo felpato e furtivo i corridoi sarebbe stato peggio per lui. Mentre invece il tipo cam-minava come se fosse stato il padrone della baracca, ecco cosa li aveva colti alla sprovvista. Quello e il fatto che continuava a pestare gente dicendo che dovevano tutti Fare Ammenda. (...) ** Una delle straordinarie innovazioni introdotte dal Patrizio era rendere la Gilda dei Ladri responsabile dei furti, con budget annuali, programmazione anticipata e, soprattutto, rigida protezione dell'attività. Di conseguenza, in cambio di una quantità media autorizzata di crimini per anno, i ladri stessi facevano sì che il crimine non autorizzato venisse colpito con tutta la forza dell'Ingiustizia, che era di solito una mazza chiodata. che libro spettacolare blog modificato il: 14/06/2009 11:39:17 |
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( 10/6/2009 20:16:52 N. 371500) - URANYA |
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( 10/6/2009 19:37:8 N. 371499) - ˜RaFFyeLLa˜ |
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( 10/6/2009 19:05:39 N. 371498) - MeRy_-_ |
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( 10/6/2009 18:31:2 N. 371497) - piccolAle |
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Vorremmo andasse nello stesso modo...vorremmo le stesse cose....eppure non ci riusciamo.
E sono triste al pensiero...triste quanto la freddezza dei tuoi messaggi di queste 2 settimane. e sentirti parlare così...sentire che provi ancora dei sentimenti per me...sentire quanto ti dispiace... mi fa capire come anche in questa circostanza siamo uguali...stiamo provando le stesse cose! ancora una volta...nel bene o nel male...rimaniamo così simili io e te. E mi manchi nn sai quanto...quando dopo gg di durezza,di farmi scivolare tutto addosso ho finito per sciogliermi dinanzi a 4 foto e dieci lettere con frasi irripetibili per le nostre bocche.... ed odio quanto te vedere il declino... io che accanto a te sorrido al mondo..io che con i miei occhi illumino ciò che vedo,io che ho l'entusiasmo in tutto... e ci metto l'anima e c'ho messo l'anima in questa storia cercando di farti capire che non vorrei perderti mai! perchè ti amo...in tutta questa confusione mentale che mi sta portando a fare mille sbagli a livello di pensieri...in tutta questa solitudine spirituale perche la notte è lunga qnd sei solo in casa per cosi tanto....io una sola cosa ho capito.....di amarti ancora.....e che passeranno anni e forse le nostre strade nn si riusciranno davvero ad incontrare mai ma io in cuore mio davvero mi chiederò sempre come sarebbe stato e perchè a volte Dio rende un destino tanto complesso anche nelle cose più semplici. E altrettanto sono certa che da qui a cent'anni una parte di me rimarrà tua per sempre perchè l'amore nn finisce..muta... ma nn finisce ed il mio per te uguale. Sei il mio tesoro e l'unica cosa che al mondo vorrei. Spero ogni giorno che finisca l'incubo e torniamo ad essere noi stessi e riavvicinarci e ci torni la voglia di stare ancora insieme. Perche con te tutto mi sembra meravigliose,nessun altro ha il tuo spessore,e tutto ha un sapore dolcissimo. Magari questo star cosi lontani ci farà capire qualcosa....questo starcene un po' per fatti nostri ci aiuterà a migliorare,nel bene o nel male. E forse tutto questa irrecuperabile situazione che vedo ora la vedrò con occhi diversi. a volte passo sui siti della Croazia..la guardo....e nn riesco a far niente e come te mi sembra tutto inutile. chiSSà CoMe AnDrà StAvoLtA ...... è uNa StoRiA SenZa FiNe ![]() blog modificato il: 10/06/2009 18:39:02 |
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( 10/6/2009 18:16:23 N. 371496) - ...ToRe... |
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[OGGETTO MULTIMEDIALE DISATTIVATO IN BLOGROOM]
Tutto intorno per il fondo Tempo che ho perduto ormai Spesso è notte in ogni posto E sfoglio i ricordi, Dal passato ho ereditato Tempo che ho perduto ormai E sfoglio i ricordi, la vita è un pò più amara Spesso è notte in ogni posto Tempo che ho perduto ormai E sfoglio i ricordi, E passano inverni blog modificato il: 10/06/2009 18:17:02 |
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( 10/6/2009 17:19:53 N. 371494) - Ma & PiSeLLì |
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iL MiO GiARDiNo...
DoVe eSiSTe SoLo aMoRe DoVe Si Fa L'aMoRe aNKe iN 3 DoVe Ci Si aMa aNKe iN 3 DoVe Si aMa aNKe iN PiU' Di 3 On Air Senor Coconut-Sweet Dream |
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( 10/6/2009 16:58:25 N. 371493) - ortiketta |
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MAMMA MIA CHE NOIAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!
![]() blog modificato il: 10/06/2009 17:09:18 |
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( 10/6/2009 16:55:1 N. 371492) - ´ oc†ober ´ |
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( 10/6/2009 16:39:32 N. 371491) - *bRiC|oLa* |
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( 10/6/2009 16:33:11 N. 371490) - KuLiNa |
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( 10/6/2009 16:24:35 N. 371489) - Linda King |
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– All'inizio sono sempre fuochi artificiali... Il mio amore per te, non farà mai la fine di un fuoco artificiale, Woody. |
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( 10/6/2009 15:41:18 N. 371487) - *MaLeNa |
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( 10/6/2009 14:49:24 N. 371486) - andrea.M. |
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Si ce stiss’ancora tu, forse nun sbagliasse cchiù, tu ca me facive vencere sulamente pe me accuntentà. Mo ca tu nun ce staje cchiù n’attimo è n’eternità, priestammell’ tu na lacrima dint’a st’uocchie nun ne teng’ cchiù. Si tenesse a tte’, chistu core fatt’e mille piezz’ te dicesse accuonceme. Si tenesse a tte’ io truvasse nu filillo ‘e voce pe turnà ‘a cantà. Quanta bucie, sto raccuntann’ ‘a gente ca si ancora ‘a mia, e nun te fa vedè cu chillo miez’ ‘a via pecchè nun te ne caccio ‘a dint’o core mio. Cumpagna mia, è sulamente ‘a toja chesta canzone mia, a scrivere ‘na mano me l’ha data Dio ‘a primma storia vera ‘e chesta vita mia. Che te po’ custà, piglia ‘a terra chistu core a piezz’ e cu nu vas’ azziccal’. Che ce pozz’ fa, si ‘sta voce rotta ‘a nu singhiozzo nun me fa cantà. Quanta bucie, sto raccuntann’ ‘a gente ca si ancora ‘a mia e nun te fa vedè cu chillo miez’ ‘a via pecchè nun te ne caccio ‘a dint’o core mio. Cumpagna mia, è sulamente ‘a toja chesta canzone mia, a scrivere ‘na mano me l’ha data Dio ‘a primma storia vera ‘e chesta vita mia. Comme so scemo ca te penso ancora, e sto male ca nun saccio che faje, addò staje. Si scinne tu sol’a fa ‘a spea statt’accort miez’ ‘a via. Comme fa fridd’ stasera, nun te vestì liggera che pigli subito ‘o raffreddore e si staje malata chi ‘a ten’ ‘a pacienza ‘e sta vicino a tte’ comm facev’io. Comme so scemo ca te voglio bene ancora, t’ho scriv’ sempe pure int’e canzoni. T’aggiu accattat’pure ‘o regalo pe Natale comm’ si tu stisse ancora ccà. Comme so scemo ammore mio… |
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