Nick: Kashmir Oggetto: Poesiola di merda riproposta Data: 13/1/2006 9.20.8 Visite: 178
La ripropongo: la dedica è ormai nulla, e vuota. Però nel concetto, io ci credo ancora. E non smetterò mai di crederci. Buona polem...ehm..lettura. Si ruppe quel tacco in un giorno di pioggia; e l'acqua scrosciava fra i lobi tremanti, cercavo impaurita una tiepida loggia fra risa stridenti e sguardi zelanti. Le risa di uomini ubriachi ai locali fra i canti e le eco giammai più assordanti, gli sguardi di vecchie stridenti nei viali e i loro giudizi sdegnosi e sprezzanti. Ed io mi affrettai per non farmi guardare, né voglio canzoni né canzonamenti, non voglio né udire alcun uomo gridare, non voglio ascoltare dei vecchi i lamenti. Si credono tutti i baroni di un ballo, riempiendo di vezzi la loro figura, grugnendo dall'alto di un bel piedistallo, mi fissano a dire "ohimè che sciagura". Guardatemi vecchie, baroni rampanti, guardatemi, ubriachi, guardatemi attenti: e quando di me riderete sprezzanti godrò dei miei panni bagnati e fetenti! Con un solo tacco a testa alta cammino, voi entrambi li avete ma il capo abbassate per non rovinarli con sterco canino e poi nel percorso in un ceppo inciampate. E mentre mi credo ormai ammalata e tremante cedo alle gambe dolenti, si apre una grotta che pare fatata, mi guardano dolci degli occhi raggianti. Due languide gocce di fresca rugiada e due braccia calde, due raggi di Sole mi prendono forti su un letto di biada, mi tolgono gli abiti e le odiose suole Quell'uomo brillante mi rende lucente con il suo calore e la sua chiarezza divento sua Luna e mi sento potente non voglio l'argentea ma spenta ricchezza. i don't believe |