Nick: Viola' Oggetto: Un altro mondo è possibile Data: 23/3/2004 11.24.51 Visite: 126
"Un altro mondo è possibile" è il titolo di un disco, nei negozi dal 19 marzo, che offre contributi musicali e e culturali in sostegno di Attac, l'associazione per la tassazione delle transazioni finanziarie e l'aiuto ai cittadini nata in Francia nel giugno 1998. "Un altro mondo è possibile è una raccolta di 15 brani rari o inediti accompagnato da un booklet di 60 pagine. Il fronte dei musicisti è internazionale. Nell'ordine: Manu Chao & Tonino Carotone, Asian Dub Foundation & Zebda, Non One Is Innocent, Emir Kusturica, Femi Kuti, Skatalities, Lee "Scratch" Perry, Tiken Jah Fakoly, Idir, Salif Keita, Nitin Sawhney, Grandaddy, Moby, Massive Attack e Underground Resistance. Tra gli interventi nel booklet quello del subcomandante Marcos: I mercati finanziari, grazie ai computer, direttamente da una scrivania e a loro assoluto piacimento, impongono le proprie leggi e i propri precetti a tutto il pianeta. La "globalizzazione" non è altro che l’estensione totalitaria delle loro logiche a ogni aspetto della nostra vita. Quelli che fino a ora avevano rappresentato il potere economico, gli Stati Uniti, sono a lro volta diretti, telediretti, dalla dinamica che regola i meccanismi del potere finanziario: il libero scambio commerciale. Tale dinamica ha provveduto ad appropriarsi di tutti gli aspetti che interessano la vita sociale. Insomma, una vera guerra mondiale che conta tra le sue prime vittime proprio i mercati nazionali. Come un proiettile sparato all’interno di una stanza blindata, la guerra scatenata dal neoliberismo rimbalza e finisce per colpire colui che ha fatto partire il colpo. Quella che era una delle basi fondamentali su cui poggiava il potere dello stato capitalista moderno, il mercato nazionale, sta per essere liquidata dai colpi di cannone dell’economia finanziaria globale. Il nuovo capitalismo rende, di fatto, i capitalismi nazionali obsoleti, intaccando, fino a renderli inattivi, i poteri pubblici. Il colpo è stato così duro da non consentire agli Stati nazionali di difendere gli interessi dei propri cittadini… Il nuovo ordine mondiale, che faceva bella mostra di sé nella vetrina della guerra fredda, è stato polverizzato dall’espolosione neoliberista. Bastano pochi istanti e imprese e Stati finiscono in ginocchio, ma questa volta non c’entrano nulla i venti delle rivoluzioni proletarie, perché la responsabilità è tutta da ricondurre ai violenti uragani finanziari. Il figlio (il neoliberismo) divora il suo stesso padre (il capitalismo nazionale) e al suo passaggio rade al suolo le menzogne su cui poggiava l’ideologia capitalista. Nel nuovo ordine mondiale non c’è spazio per democrazia, libertà, uguaglianza e fraternità, perché la scena planetaria è cambiata, trasformandosi in un nuovo campo di battaglia dove regna sovrano il caos.
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