Nick: pearl jam Oggetto: Boys Don't cry Data: 9/7/2004 13.33.41 Visite: 165
Ripensate al momento piu' brutto della vostra vita... Quante volte vi sara' capitato di piangere. Ho sempre cercato invano di spiegarmi il perche',ad ogni "buona" occasione i miei occhi si gonfiavano come due palloni,facendosi piu' rossi di due cerase oramai mature. Ma non vi sono mai riuscito.A spiegarmelo intendo.. Ora ,a 23 anni suonati,diciamo che non mi pesa piu' (anche se succede con meno frequenza di qualche anno fa')il piangere per ogni cosa.Quasi per ogni cosa.Eh,i "quasi".A volte ti vengono in aiuto. Non sento in colpa,se vedendo la pubblicita' della mulino bianco,scoppio in lacrime allo slogan finale. O se inizio a singhiozzare quando quel papa',dislocato sulla petroliera,caccia una lacrima sentendo parlare del figlio dal videotelefono. E questi sono gli esempi piu' lampanti eh,per far capire che bastano 30 secondi per farmi aprire i rubinetti. Quand'ero piccolo piangevo spesso quando i miei mi sgridavano. Ma non era un pianto dovuto alla "forza" della tiritera,o magari,al ceffone. Era perlopiu' un pianto di rabbia. Digrignavo i denti e piangevo. E odiavo fino alla punta del mio capello piu' l'autore di tale ramanzina.Che fosse mio padre,mia madre,mia sorella... Cioe',davanti a mio padre cercavo di non piangere. Perche' mi sentivo in soggezione. Lui e' l'emblema della mascolinita'. E di quell'essere uomo,all'"antica". Burbero. Poche parole. Tutto d'un pezzo. Da piccolo lo guardavo sempre come quello che sarei dovuto diventare. Anche fisicamente. Mi dicevo che sarei dovuto crescere come lui,fare i suoi muscoli. Eh,si. Perche' una volta,avro' avuto all'incirca 11 anni,gli vidi rompere la testa ad uno di circa vent'anni. Ed anche se in tutta quella situazione,mia madre urlava,e c'era dappertutto gente che voleva fermarlo,a me quella cosa riempiva d'orgoglio. E mi promettevo che sarei diventato come lui. Forte,e di poche parole. E che non piange mai. Ma poi si sa',gli anni passano,e le nostre aspettative s'infrangono come le onde sugli scogli. E a noi,il piu' delle volte,non ci pesa nemmeno tanto. Un giorno,d'estate,era il millenovecentonovantadue,tornai a casa. Avevo fatto una simil scazzottata. E avevo un occhio gonfissimo. Ma davvero. Sembrava una patata. Storto e grosso. Rincasai,molto arrabbiato,pero' sicuro del fatto che mi ero promesso di nn piangere. Scorsi mio padre,sulla poltrona,a guardare la tv.Volevo evitarlo,ma vi riusci'. Entrai,lui mi vide...e mi domanda cosa fosse successo. Io gli raccontai l'accaduto,e mentre lo facevo,mi ritorno' il livore di quei momenti,e non riusci' a trattanere le lacrime. Ma avrei voluto tanto farlo,specialemente dinanzi al mio vecchio. Lui giro' la faccia,cambia canale,ricordo che mise a raidue. E io rimasi impassibile a guardarlo. 15 secondi,forse 30. Tutt'un tratto sussurro'..."Vatti a sciacquare,i ragazzi non piangono". Con tono,non so',che all'epoca mi parve quasi sprezzante. Ed io corsi in bagno....ed iniziai a piangere ancora di piu'. Singhiozzando,come la piu' mestruata delle femminucce. Ma non riuscivo a fermarmi.Proprio no. .... Poi passo' il tempo. Il tempo passa sempre,strano eh? E sono successe miliardi di cose nella mia vita. E milioni,in quella di mio papa'. Eravamo da 7 mesi in ospedale. Sempre per qualche mio problema,il quale adesso mi sfugge.Eh,fosse vero... Il medico era appena passato,e ci diede una notizia non buona. Io intanto ero cambiato. Avevo somatizzato quella frase di mio padre. Ed i miei occhi non sgorgavano piu' tanta acqua. Ascoltai quella notizia,mi adombrai certo,ma rimasi impassibile.Fermo.Fiero...come a mio padre tanto sarebbe piaciuto. Sembro' fare cosi anche lui. Subito dopo,usci' dalla stanza. Io ,sali' in carrozzina,dal letto,e lo segui'. Lo trovai al solito posto. Al nostro solito posto,ove usavamo fumarci le sigarette spezzanoia. Mi avvicino. E con le mani sulle ginocchia. Mi fa tanta pena,sembra mia madre. Un mezzo metro in piu',e intravedo anche le sue lacrime. Avrei potuto dire mille cose in quel momento. Eh,mi baleno' per un secondo anche l'idea di prendermi la mia rivincita. Sulle lacrime,e su quelli che le cacciano. Non che sia un tipa che porta rancore,intendiamoci,ma certe cose ti segnano. E allora mi avvicinani...lo strinsi a me,ed iniziai a piangere anche io.Cosa che a quei tempi non facevo molto spesso. Rimanemmo qualche secondo a scandire il tempo con le nostre lacrime.All'unisono. Poi lui rialzo' il busto. Si asciugo' gli occhi...e disse..."Su' albe',smettiamola,i ragazzi non piangono..." Io la guardai... E mi passarano tante cose per la testa... Un miliardo di cose.... Me ,i miei problemi,lui..i suoi...le ramanzine,gli abbracci,i bei momenti i brutti.....e avrei potuto,e avrei dovuto dirgli un miliardo..di cose..in quel momento. Un miliardo. Mi riusci' solo a dire..."Hai ragione papa',andiamo via...i ragazzi non piangono....". |