Nick: P_Escobar Oggetto: re:re:sarebbe tutto da co Data: 9/12/2002 13.45.56 Visite: 0
Caro Piero, non sono domande facili, ma nemmeno mi basta più sentire giovani validi come te dire: "alla prima occasione me ne vado." Possibile che il sud sia l'unico posto sulla faccia della terra costretto per sempre a un destino di sottosviluppo? E pensare che non siamo nel terzo mondo, ma appena appena dietro l'angolo dell'Europa ricca e sviluppata. Il movimento a cui penso dovrebbe avere una spiccata matrice meridionalista, niente nostalgiche rievocazioni di Salvemini e di Gramsci, ma il tentativo di trasformare la devolution in una presa di coscienza della società civile meridionale. I capitali? Penso ai finanziamenti nazionali ed europei impiegati poco e male Le imprese? Cooperative o piccole imprese riunite in un grande cartello per garantire trasparenza e applicazione certa delle leggi I settori? Turismo in primis, anche attraverso progetti di riqualificazione dei tesori d'arte che coinvolgerebbero molte giovani intelligenze meridionali. Penso anche ad aziende nel campo dei servizi e nella produzione di software. So che sono indicazioni vaghe e generiche, ma prima s'inizia meglio si definiscono le questioni. E' innegabile che manchi una riflessione sul territorio del Sud. A destra si è preferito l'accordo con l'elites del nord, a sinistra la questione puzza troppo di "nazionalismo" ed è stata sempre accuratamente evitata. Credo che oggi bisogna andare oltre e avviare finalmente un percorso analitico e pratico che ci porti a comprendere le specificità del nostro territorio e le possibile risposte ai problemi. |