Nick: pearl jam Oggetto: Charlie e la fabbrica di ... Data: 27/9/2005 2.41.2 Visite: 176
Che film!! Che botta ragazzi!!! Che mistico imbroglio!! La fabbrica di cioccolato. L'ennesimo capolavoro di quel genio(del male) che è Tim Burton. Uh che successo!! che storia!! che atmosfera!! Che mistico imbroglio. Le sue cittadine che sembrano perennemente sotto Natale, le sue case storte come nelle fiabe, le sue famiglie sempre così disgraziate ma altrettanto integre. E conoscono il male del mondo e lo respingono di continuo. Ci cadono, ma solo per imparare a rialzarsi. E che poesia. OH LA P O E S I A!!! Chiedete ad un film di raccontarvi una storia, chietedetegli paesaggi che esistevano solo nella vostra testa di ragazzino, chiedetegli tutti gli animi umani e tutte le sfaccettature, chiedetegli i sogni e le delusioni pure. Chietede ad un film di mostrarvi un mondo che credevate impossibile, chiedete tutto questo a TIM BURTON!!! Manierato, espressivo come un Gauguin, fiabesco come una storia dei fratelli Grimm girata da Fellini. Introspettivo(anche se poco reale) come un film di Truffuat, così pieno di scontri sociali come una pellicola di Kubrick. Wow, che botta ragazzi!! Che uso edonistico ma anche così diretto, delle immagini. Che caparbio montaggio. Che accuratezza. E che musica!!! E poi vedere Depp recitare,... che sublime esperienza. Ho letto non poche recensioni di questo film, e tutto Kezich per primo, a definere il personaggio di Depp s'è ispirato, almeno nell'impatto visivo, a Micheal Jackson. Beh, cari i miei censori, non so come non avete fatto a notare la continua e voluta e riuscita somiglianza con quel buon diavolo di Steven Tyler. S'ispira sempre da qualche grande della musica, l'oramai vecchioccio Jhonny. Robert Smith per Edward Many di forbice, Keith Richards per La maledizione della prima luna, e ora Steven Tyler per quest'altro capolavoro che è Charlie e la fabbrica di cioccolato. Un attore coerente con il suo ruolo.Dalla mimica facciale impressionante, e dalla gestualità mai inconsunta. Un vero attore, uno di quei pochi che riesce a farti scordare la sua identità(se mai la si conoscesse), per prendere i panni, in maniera completa, del personaggio nel quale si sta -sapientemente- calando. Cast straordinario.Inutile parlare di Depp il fenomeno. Ottima la Carter, perennemente "sfruttata" dal maestro Burton. Ottimo Lee, e Noah Taylor nel ruolo d'un padre che risponde a tutti i clichè delle favole. Grandioso il piccolo freddie Highmore, già con Depp in NEVERLAND. Stupendo l'umpa lumpa, un beatles simile a Don Lurio, col dono dell'ubiquità. Willy Wonka son tutte le persone che han sofferto. E hanno fatto di quella sofferenza un'arte. Un modo per dimostrare al mondo che nulla viene inutile. Willy è la parte che muore ogni giorno in ognuno di noi. Che si piega alle disgrazie così come al vento.Quella parte che non riesce a fare della propria vita la favola più incantevole. E così son i film di Burton, poesie sulla vita. la poesia che è la vita. Che magari troviamo difficile ad immaginarci, se guardiamo con occhi in superficie. Ma immergendoci un attimo in tutto quel candore, così onirico ma così tanto reale, riusciamo anche solo per un attimo, a carpirne la magia. Che è lì seppellita e oramai asfissiata dalla vita, in ognuno di noi. "Non so piu' chi sono.Sono il fantasma d'uno sconosciuto." |