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BlogRoom di Ircnapoli


( 21/4/2009 14:09:56 N. 369941) - Rasputin    Mostra profilo Invia messaggio


Il sultano democratico

Come si corrodono le garanzie costituzionali

Dopo le elezioni idilliache volute e pesantemente perdute da Veltroni, l’idillio è presto finito e la sinistra torna ad accusare Berlusconi di intenzioni dittatoriali e anche di essere già un dittatore in pectore. Ma «dittatura» non deve essere usato a vanvera. Per lungo tempo il termine è stato inteso nel suo antico significato romano, un significato del quale ci dobbiamo dimenticare. Perché oggi «dittatura» denota una fattispecie che si è affermata tra le due guerre mondiali, che in quegli anni ha largamente travolto le democrazie parlamentari, che a sua volta è stata travolta dalla sconfitta bellica del nazi-fascismo e che purtuttavia resta viva e vegeta, sotto mentite spoglie, in giro per il mondo.

Visto che molti non lo sanno, importa ricordare che le democrazie dell’Ottocento sono già cadute una prima volta. Agli inizi degli anni Venti il regime sovietico era già dittatoriale e tutti gli Stati comunisti sono stati tali finché sono durati. Il camuffamento fu solo di dichiararli «dittature del proletariato »; dizione che Marx usò di rado e a casaccio, per poi essere reclamizzata dal marxismo-leninismo. Ma era, ed è, una nozione assurda. Una dittatura collettiva di una intera classe, o anche di un demos nel suo insieme, non ha alcun senso. E se qualcuno ricorda, a questo proposito, che i costituenti americani, e poi Tocqueville e John Stuart Mill, usarono la dizione «dittatura della maggioranza», quel qualcuno ricorda male: quei signori non dissero mai dittatura ma tirannide, «tirannide della maggioranza».

La precisazione è, allora, che le dittature degli anni ’20-40 si gloriavano di essere tali. Abbattevano, a loro dire, una democrazia spregevole, una plutocrazia corrotta e un governo imbelle, incapace di assicurare l’ordine e di contrastare il caos rivoluzionario dei «rossi». In quegli anni l’Inghilterra resse e anche la Francia; ma Italia, Germania, Spagna, Portogallo e quasi tutta l’Europa dell’Est (salvo la Cecoslovacchia) passarono sotto il tallone di dittatori o di monarchi-dittatori. Il punto è che in quegli anni le dittature si consideravano regimi legittimi che «superavano » le democrazie. Oggi le nostre democrazie sono di nuovo in perdita di credibilità. Ma reggono anche perché il principio indiscusso di legittimità del nostro tempo è (teocrazie a parte) che il potere viene dal basso, che si deve fondare sul consenso e sulla libera espressione della volontà popolare. Il che rende le dittature regimi «cattivi», regimi illegittimi.

E questa è la grossa differenza che al giorno d’oggi non consente più alle dittature di esibirsi come tali e di presentarsi come superamenti delle democrazie. Oggi le dittature sono endemiche in Africa e abbondano in gran parte del mondo. Ma sono dittature camuffate, che smentiscono di essere tali e fingono di essere democrazie o quantomeno regimi in corso di democratizzazione. Questa è una importante differenza rispetto alle dittature fasciste, naziste e comuniste di settanta anni fa. E anche una differenza che ci impone più che mai di stabilire cosa sia una dittatura anche se e quando si camuffa. In prima approssimazione la dittatura è potere concentrato in una sola persona. Per così dire, la dittatura è del dittatore, un signore (anche donna, s’intende) legibus solutus che non è sottoposto a leggi e che usa le leggi per sottoporre i sudditi al suo volere. Al che viene opposto che sono anche esistite «dittature collegiali» e cioè gestite da una piccolissima oligarchia. Sì, tale è stata dopo la morte di Stalin la formula adottata nell’Unione Sovietica.

Ma fu soprattutto una formula salva vita (che non salvò la vita di Beria, ma che consentì a tutti gli altri membri del politburo moscovita di morire nel proprio letto). Comunque sia, la dittatura collegiale, che oggi vige soprattutto in Cina, resta una anomalia di alcuni regimi comunisti. Una anomalia spesso più apparente che reale e che comunque non basta a inficiare la caratterizzazione «personalistica» delle dittature. Che passo a definire così: un regime di potere assoluto e concentrato in una sola persona, nel quale il diritto è sottomesso alla forza. La sostanza delle dittature è e resta questa. Ma la strategia della loro creazione è cambiata. Prima il dittatore abrogava senza infingimenti la Costituzione preesistente. Senza arrivare al caso limite di Hitler che dichiarava «la Costituzione sono io», il dittatore del secolo scorso eliminava platealmente le camere elettive e istituiva scopertamente strutture di comando a suo uso e consumo. Oggi, invece, il dittatore si infiltra gradualmente e senza troppo parere nelle istituzioni democratiche preesistenti e le svuota dall’interno. Una prima incarnazione di questa strategia furono le «democrazie popolari» inventate nel secondo dopoguerra dal Cremlino per i Paesi dell’Europa dell’Est restati nella zona di influenza sovietica.

Ma in quel caso il camuffamento fu soltanto nella denominazione, nel nome. L’accettazione, nella cosiddetta democrazia popolare, di partitini satelliti era soltanto una cortina fumogena dietro la quale il bastone di comando restava interamente in mano del partito comunista di ogni Paese. Ma oggi la strategia di conquista dittatoriale delle democrazie è graduale e molto più raffinata. È una strategia che sviluppa «Costituzioni incostituzionali » e cioè che ne elimina senza dare nell’occhio le strutture garantistiche. Il costituzionalismo è tale nella misura in cui istituisce poteri controbilancianti che si limitano e controllano a vicenda. Quando è così i cittadini sono garantiti dall’abuso di potere e sono comunque in condizione di difendere e di affermare la loro libertà. Quando non è più così, le Costituzioni diventano semplicemente qualsiasi forma, qualsiasi struttura, che ogni Stato si dà. Con tanti saluti, in tal caso, alle libertà del cittadino. Riassumo così: oggi le dittature sono Stati caratterizzati, dicevo, da Costituzioni incostituzionali, Stati la cui forma (Costituzione) consente e autorizza un esercizio concentrato e incontrollato del potere politico.

Nessuno si dichiara più dittatore. Tutti fanno finta di non esserlo. Ma lo sono. Arrivo a Silvio Berlusconi. È un dittatore? No: non viola la Costituzione. Lo può diventare? Sì, le riforme costituzionali che caldeggia sono tutte intese a depotenziare e fagocitare i contropoteri che lo intralciano. Ma vuole davvero diventare un dittatore? Qui dobbiamo rispondere a naso, a fiuto. A mio fiuto, a Berlusconi interessa semplicemente fare quello che vuole. Si ritiene bravissimo ed è a questo titolo che pretende a mano libera, che mal sopporta chi lo frena. Però è vero che la sua megalomania sta crescendo, che esibisce un complesso di persecuzione addirittura nei confronti dei media (tutta la televisione che gli spara contro! Figurarsi). Il che depone male. Eppure a tutt’oggi il personaggio resta, a mio vedere, soprattutto quello di un padrone autoritario. Congetture a parte, nei suoi due precedenti periodi di governo Berlusconi si è impegnato a salvare se stesso dalla magistratura e a corazzare un impero tutto intriso di conflitti e di abusi di interesse.

Questa volta su questo fronte è oramai tranquillo. E si è così dato a costruire, all’interno di Palazzo Chigi, e della sua personale sfera di potere, un sultanato. Mi sono divertito a battezzarlo così perché il termine (islamico) è evocativo, insieme, di fasto e di potere dispotico. Il fatto è che Berlusconi concede a Bossi quel che Bossi vuole (federalismo e due ministeri chiave) e concede qualche contentino anche a Fini (promosso a presidente della Camera per meglio rimuoverlo da An). Dopodiché il Cavaliere sultaneggia su un partito cartaceo davvero prostrato ai suoi piedi. Nomina ministri e ministre chi vuole. Caccia chi vuole, come se fosse personale di servizio. Nessuno fiata. I ministri del partito di sua proprietà sono tali per grazia ricevuta. E tornano a casa senza nemmeno un gemito se così decide il padrone. Non manca, nel suo governo, nemmeno un gradevole harem di belle donne. Il sultanato era un po’ così.

Giovanni Sartori




( 21/4/2009 13:49:42 N. 369940) - iRoMiS    Mostra profilo Invia messaggio

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( 21/4/2009 13:34:57 N. 369938) - *cika*    Mostra profilo Invia messaggio




( 21/4/2009 13:26:31 N. 369937) - ortiketta    Mostra profilo Invia messaggio

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( 21/4/2009 13:05:31 N. 369936) - ´ oc†ober ´    Mostra profilo Invia messaggio



Date le date d'esame
del secondo semestre,
il responso e':
SE PO FFA'.





O anche: s'ADDA FA',
mi suggeriscono dalla
regia.




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( 21/4/2009 12:55:15 N. 369935) - uomosex78    Mostra profilo Invia messaggio





( 21/4/2009 12:44:33 N. 369934) - *GioGGia*    Mostra profilo Invia messaggio



[ E ricominciamo a volare con l'aikido ]






*_______*


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( 21/4/2009 11:54:18 N. 369932) - Morna*    Mostra profilo Invia messaggio

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( 21/4/2009 03:07:4 N. 369931) - °isolina°    Mostra profilo Invia messaggio


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Noemi- briciole

Questo è un giorno da vivere
se non si può descrivere
di un amore impossibile
rimangono le briciole
soltanto scuse insostenibile
da qualche tempo eri tu con me
 Non c’è più niente niente niente
che mi leghi a te
mi sento un vuoto da disperdere
occare il fondo per capire che
è un nuovo giorno senza te
 Questo male di vivere
che non mi fa decidere
delle notti romantiche
il ricordo fa piangere
sebbene cercherò di illuderti
da questa nuova immensità che c’è
 Non c’è più niente niente
niente che mi leghi a te
è un grande vuoto
in fondo all’anima
tu dimmi un pò di che colore
è un altro giorno senza te
Ma da sempre chi ama di più
è costretto a soffrire
e ti giuro che io ritornerò
molto in alto a volare
e quando io saro più lucida
quando io non sarò più innamorata di te
Non c’è più niente
niente niente che mi leghi a te
ma non è facile difendersi
e sono ancora troppo fragile
in questo gioco senza te
Questo è un giorno da vivere
se non si può descrivere




( 21/4/2009 02:46:55 N. 369930) - Ma & PiSeLLì    Mostra profilo Invia messaggio

Ma che fai???
In mia assenza telefoni e ti lamenti perche' ti ho trattata male???
Io lo so di non esser nessuno pero' questo nessuno ti ha fatto levare il tappeto rosso da sotto i piedi!!!
Diventare seconda responsabile vuol dire farsi il mazzo tanto e non fare i cazzi propri!!!
Tu con i lacrimoni,io che godevo...ho immaginato la scena,tu che hai detto : Lucio mi ha fatto una merda...mi ha fatto sentire una nullita' con i suoi modi di merda!!!
T'avviso che gia' avevo informato chi di dovere e credimi era molto meglio se tu non avessi telefonato...hai avuto il resto
Odio quando non si fanno le cose con la massima precisione e non si e' professionali nel mio lavoro,caccio tutta la cazzimma che e' dentro di me,e poi non vi lamentate se quando ci sto io presente si respira clima di tensione e che avete anche paura di fare un passo.Purtroppo non avete saputo approfittare del mio lato dolce!!!





On Air
Tullio De Piscopo-Stop Bajon







blog modificato il: 21/04/2009 03:17:31




( 21/4/2009 02:30:50 N. 369929) - BaBBiE    Mostra profilo Invia messaggio


Noi,
i nostri sorrisi,
la nostra sintonia,
il nostro affiatamento...
I due colori,
dei nostri corpi,
si mischiano
e si confondono
fino ad invertirsi....
E la mia pelle bianca diventa la tua,
e la tua pelle nera diventa mia...
Ma dentro di noi batte un unico cuore
che brucia di passione
immensa....


Buon anniversario
cioccolatino mio!






( 21/4/2009 00:50:38 N. 369927) - *bRiC|oLa*    Mostra profilo Invia messaggio


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Che stupida che sei
tu non impari mai
il tuo equilibrio è un posto
che tu passi e te ne vai
e più stupida di te
sappi non ne troverai
quelle tue paure inutili
non finiranno..
Ma che stupida che sei
stupida un'altra volta
che parli ad uno specchio
e mai alla persona giusta
e da stupida che sei
tu non farai mai niente
sei una persona tra la gente ma
la gente mente sempre
imparare da sempre
camminare da sempre
e non capirai niente
hai sbagliato da sempre
ed è inutile adesso
che ti guardi a uno specchio che non sa chi sei
a uno specchio che non sa chi sei.
Che stupida che sei
che non ti sprechi mai
le tue poesie sono coriandoli
che non seminerai.
Se poi per ironia
prendessi quota
partendo da un palazzo punteresti in alto
ma che stupida che sei
stupida un'altra volta
nuda di fronte a uno specchio
e mai alla persona giusta
e dastupida che sei
fai pure finta di niente
lui si riveste soddisfatto
e intanto sai che mente
sempre imparare da sempre
camminare da sempre
e non capirai niente
hai sbagliato da sempre
ed è inutile adesso
che ti guardi a uno specchio che non sa chi sei
a uno specchio che non sa chi sei
stupida
stupida…
Hai sbagliato da sempre
ed è inutile adesso
che ti guardi a uno specchio che non sa chi sei
a uno specchio che non sa chi sei..
una stupida.




( 21/4/2009 00:08:27 N. 369925) - *shanail*    Mostra profilo Invia messaggio



...dispiaciuta e delusa...
moremiovorreiavertiqua!



blog modificato il: 21/04/2009 00:09:17




( 21/4/2009 00:01:5 N. 369924) - *a_lazial*    Mostra profilo Invia messaggio

Forse non sarei come sono adesso


forse non avrei questa forza addosso


forse non saprei neanche fare un passo


forse crollerei scivolando in basso


invece tu sei qui e mi hai dato tutto questo


e invece tu sei qui  mi hai rimesso al proprio posto


i più piccoli pezzi della mia esistenza


 



7 MESI...


 




 


componendoli dando loro una coerenza 


come è bello il mondo insieme a te mi sembra impossibile


che tutto ciò che vedo c'è da sempre solo che


io non sapevo come fare per guardare ciò che tu mi fai vedere


come è grande il mondo insieme a te è come rinascere


e vedere finalmente che rischiavo di perdere mille


 


miliardi e più di cose se tu non mi avessi fatto il dono di dividerle con me

I.L.Y:****




( 20/4/2009 23:58:49 N. 369922) - Scioèh    Mostra profilo Invia messaggio


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