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Nick: Black 80
Oggetto: LaMusica contestualizzata
Data: 8/12/2002 13.33.12
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Approfitto dello spazio concessomi in questa pagine per trattare di un argomento che è da ormai troppo tempo causa di noia e sconforto per la mia persona.
Mi perdonino coloro che, supponendo un errore circostanziale da parte mia, o un'ostentazione di qualcosa che in realtà non ostento, ma utilizzo in senso pragmatico per conferire una certa logica alle mie argomentazioni, ritengano il mio linguaggio eccessivamente "pesante" e, appunto, fuori contesto. In realtà io credo che nel momento in cui si va ad analizzare una fenomenologia complessa, che richiede quindi la trattazione di diverse ramificazioni dello stesso problema, soprattutto quando una buona parte della problematica esposta riguarda il carattere prettamente linguistico, o storico-culturale di alcuni termini, che spesso fengono fraintesi, bisogna per forza di cose, andare a far "significare" nel modo giusto i termini dei quali ci si accinge a parlare. In sostanza: se utilizziamo termini di un registro ufficiale e pertinente alla lingua, abbiamo il supporto di un dizionario, viceversa, se utilizziamo termini dialettali o espressioni "interpretabili", potrebbe verificarsi la possibilità di incomprensioni. Io vorrei discorrere sull'argomento in modo esaustivo, in prima istanza per me, in seconda istanza per chi è interessato a questa problematica. Cercherò di essere il più chiaro possibile, per non dare adito a fraintendimenti.

Capita spesso, parlando con amici, conoscenti o estranei, di soffermarsi sui propri gusti musicali, e nel caso in cui ci si trovi a parlare con musicisti, sulla preparazione (o meno) intesa come background culturale ed esperienze fatte (o meno) in campo musicale. La mia passione è il jazz. Il jazz mi affascina da anni, mi da da lavorare, e suonare bene il jazz costituisce il mio primo obiettivo per quanto riguarda la mia formazione musicale. Quasi tutto ciò che ascolto è jazz, almeno così viene definito dal un buon 90% delle persone che si interessano di musica.
La domanda che frequentemente mi viene posta è questa:

"ma non credi che dovresti allargare i tuoi orizzonti? la musica va ascoltata in ogni sua forma..."

oppure:

"ma davvero credi che tutto ciò che non sia jazz vada snobbato e messo da parte?"

Per una questione di ordine logico nella stesura delle mie risposte, mi soffermo prima sulla seconda domanda.

1) l'atteggiamento cosiddetto "snob" che molti musicisti di jazz hanno nei confronti della musica che non pertiene a tale genere, in realtà non c'entra un bel niente con lo "snobbismo". E' semplicemente una posizione di disinteresse verso una tipologia musicale già ampiamente ascoltata, noiosa, rivolta esclusivamente al mercato discografico (in senso lucrativo), che scansa elegantemente (e neanche tanto) il carattere ludico che dovrebbe essere base portante di tutta la produzione musicale. Il disinteresse è un sentimento umano, genuino, da non confondere con quello che comunemente viene chiamato "snobbismo". Se una cosa non suscita il mio interesse, non mi preoccupo neanche di "snobbarla". Non è mai stato detto che un appassionato di pittura impressionista debba essere forzatamente appassionato anche di cubismo. E' squisitamente una questione soggettiva. Mi piace la cucina italiana, non mi piace quella francese. Certamente non andrò a cibarmi di cavallette, anche considerando che una buona parte del mondo lo fa abitualmente. Vi sembra che in tutto questo ci sia qualcosa di fazioso o maliziosamente "snobbista" ? Io siceramente non credo.
Il problema risale al fatto che una buona parte dei musicisti pop, o di cover band, ritengono loro stessi, in prima persona, a livello subcosciente, la loro produzione scarsa in termini qualitativi. Di conseguenza emerge nella loro personalità un istinto di difesa, che li porta a criticare chi, a detta loro, suona musica settorializzata e "snob". Come si suol dire, la miglior difesa è l'attacco. Quì però subentra anche una questione di ignoranza storico-musicale. Il jazz, inteso in senso storico, ha sempre portato con se un carattere tutt'altro che snob, essendo partito come movimento musicale, da una classe di persone emarginate, povere, e socialmente penalizzate. Ma questo argomento, di pertinenza esclusivamente storico-istituzionale, esula dai miei intenti.

Mi accingo ora a rispondere alla prima domanda.

Una persona che ritiene il jazz confinato, limitato ad un solo genere, e con "orizzonti ristretti", evidentemente non possiede una padronanza seppur minima dell'argomento che vorrebbe trattare. Per dimostrare ciò, occorre andare ad analizzare, in prima istanza la situazione musicale attuale (che già da sola fornisce una valida tesi a sfavore di chi sostiene quella posizione), in seconda istanza il significato sincronico e diacronico del termine "jazz".
Esaminando rapidamente la situazione musicale odierna ci accorgiamo che artisti come John Scofield, Alan Holdsworth (in alcuni casi), Michael Brecker ecc.. sono definiti musicisti di jazz (a buona ragione!!). Ma allora, se è vero che queste figure sono intese in questo modo, com'è possibile che anche Armstrong, Parker, o addirittura il vecchio Jelly Roll Morton, siano storicamente definiti come delle eminenze nel campo del jazz? i musicisti della "vecchia guardia" suonavano una musica quasi totalmente differente da quella che è possibile ascoltare oggi, eppure entrambi sono "etichettati" da chi, appunto, ha scarse vedute, come musicisti di jazz. Se storicamente parlando, negli anni '20 e poco più tardi, il termine "jazz" stava ad indicare una cosa ben precisa (e anche li ci sarebbe, e c'è stato, molto da discutere...), ai giorni nostri, questo termine ha assunto, a causa di un processo di modificazione diacronico che è iniziato subito dopo la nascita del jazz, un carattere totalmente differente, e a buona ragione, tanti musicisti che fino a poco tempo fa erano definiti come jazzisti, si sono ribellati in interviste pubbliche, rifiutandosi categoricamente di essere chiamati "jazzisti". Non perchè loro detestino tale termine, ma semplicemente perchè hanno avuto una sensibilità tale da riconoscere che oramai, il jazz ha ampliato così tanto i suoi "orizzonti" (per rifarmi al termine usato dai "critici improvvisati"), che è praticamente impossibile relegarlo nell'ambito angusto di una difinizione semplicistica. Esiste oggi la contamizione a livelli paradossali, e le fonti più autorevoli in materia di musica, sono arrivate a definire jazz della musica che storicamente possiede ben pochi di quei connotati che hanno caratterizzato il jazz nei primi anni della sua nascita. Il musicista di jazz è un artista aperto a tutti i generi, che non esclude nulla, e che anzi si ciba avidamente di tutta la materia extra-jazzistica, per farne tesorio proprio e inserirla nel proprio bagaglio culturale. Un buon musicista di jazz non deve allargare i propri orizzonti più di quanto lo facciano gli altri musicisti, perchè per rendersi artisticamente competitivo con la scena musicale attuale, deve per già di per se possedere una grande sensibilità rivolta ad altri "generi". Esistono poi i musicisti mainstream, che narrano di sapori passati, di luci soffuse. Ci raccontano fiabe, coma la madre le racconta al suo bambino. Credo sia un gran bene che la storia abbia conservato, e in molti casi stimolato l'emulazione dello stile maistream, del bebop, del cool, dell'hardbop (che dopo le grandi imprese del fantastico Di Battista a Parigi sta avendo una grande rinascita in tutto il mondo). Ascoltiamo e suoniamo jazz perchè abbiamo grandi vedute, perchè amiamo la musica nella sua significazione ludica., perchè ogni jazzista prima che ai soldi, pensa all'arte, che (tranne in rarissimi casi) non porta grandi riscontri economici. La speculazione (svincolata da qualche genere in particolare) da fastidio. Da fastidio soprattutto se fatta sull'arte, patrimonio di tutti. Come tutti gli individui esistenti al mondo, il musicista di jazz ha dei gusti, fa parte della natura umana, e penso che in questo non ci sia nulla di condannabile.



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LaMusica contestualizzata   8/12/2002 13.33.12   Black 80
   re:LaMusica contestualizzata   8/12/2002 13.54.1   Zipper75
      re:re:LaMusica contestualizzata   8/12/2002 13.55.5   Black 80
   re:LaMusica contestualizzata   8/12/2002 14.5.5   KuBo[Z]
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         re:LaMusica contestualizzata   8/12/2002 23.32.42   Fabiel
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