( 21/6/2009 15:50:11 N. 371837) - §Kymera§ |
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Ho ancora i rimasugli dell' alcool di ieri sera, il cervello in pappa ed un leggero ma continuo dolore alla testa. Però mi sono divertita da matti. Avevo bisogno di degenerare, non ne potevo più. Ho preso la palla al balzo al Compleanno di Kiky e senza complimenti ho riempito più e più volte il calice di vino bianco. La cena lì all' Osteria 9 era ottima, ma la compagnia ancora meglio. Dario mi ha fatta sbellicare, e Nino il ragazzo che ho conosciuto ieri era simpatico, anche se un poco riservato. Mi diceva - io e te parliamo dopo... - quando ho esposto a tavolino il mio fantomatico desiderio sul sesso a tre. Grazie al cielo non abbiamo parlato, perché sono venuti a prendermi Ale e Leo che era con lui. Ero parecchio alticcia e ridevo a palla, senza smettere. Se ci penso ora, mi imbarazza un pò. Comunque, ho rivisto Aurora, Willy, Ila, Eli, e Claudia! Sì è stata una bella serata! Dopo io mezza ciucca sbarello per strada, aggregandomi ai tifi dei ragazzi in auto o in motorino sul Livorno in Seria A. Non che mi importasse della partita, ma ho avuto tutta l' intenzione di godermi il momento. Che po quello più bello è stato quando Ale è venuto a dormire da me, così senza programmazione. Ero seduta su Ale dentro la Mito quando vedo passare Albe e Riccardo completamente sfatto, gonfio d' alcool. Ha persino rimesso. Io rimango da sola con Anto Fede e Leo e mi allontano camminando a destra e manca, fino a che non torna il mio amore ed inizio ad accusare i vortici. Penso di avere biascicato qualcosa dopo aver cazzeggiato in Via Di Salviano, e prendiamo l' auto per fare il giro della piazza dove becchiamo Marco, Giulio Corrado ( che avevo visto minuti prima ) due ragazzi che vedo al Craven qualche volta e due o tre ragazze sconosciute. Una di queste molto molto gentile e simpatica. Insomma baccaglio lì un pò con loro e mi accoccolo su Marco e su Giulio quando li vado a salutare. Poi dopo inizia a soffiare un vento pauroso e cadano giù le prime goccie del temporale che verrà una mezz' ora dopo su tutta Livorno. Io e Ale salutiamo e prendiamo da casa sua la borsa della palestra ed il pigiama. Arrivati a casa mia, si spengano tutti i lampioni, ed io tutta eccitata mi muovo verso il portone. Ero molto contenta. Saliamo fino al quarto piano e ci infiliamo dentro le coperte, contemporaneamente alla grandine, e a i tuoni del temporale che imperversava su tutta la città. Prima di addormentarmi di botto riesco a coccolare Ale sulla schiena, con un soffice e lento grattino... e stamani una bellissima e violenta scopata nel letto. Prima che volasse via da me, lontano fuori. - Sà |
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( 21/6/2009 15:49:13 N. 371836) - *ThuG`AnGeL* |
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Ho delle persone accanto stupende(poche ma buone) e che mi amano tanto...spesso non me ne rendo nemmeno conto...grazie!
blog modificato il: 21/06/2009 15:58:42 |
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( 21/6/2009 15:48:8 N. 371835) - ´ oc†ober ´ |
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Ah. *_* |
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( 21/6/2009 15:33:45 N. 371834) - FliKkY` |
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( 21/6/2009 15:24:42 N. 371833) - Linda King |
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Vai vai tanto non è l'amore che va via Vai vai l'amore resta sveglio anche se è tardi e piove ma vai tu vai rimangono candele e vino e lampi sulla strada per Destino Vai vai conosco queste sere senza te lo so, lo sai il silenzio fa il rumore de tuoi passi andati ma vai, tu vai conosco le mie lettere d'amore e il gusto amaro del mattino Ma non è l'amore che va via il tempo sì ci ruba e poi ci asciuga il cuor sorridimi ancor non ho più niente da aspettar soltanto il petto da uccello di te... soltanto un sonno di quiete domani... Ma vai, tu vai conosco le mie lettere d'amore e il gusto amaro del mattino lo so lo sai immaginare come un cieco e poi inciampare in due parole a che serve poi parlare per spiegare e intanto, intanto noi corriamo sopra un filo, una stagione, un'inquietudine sottile. Ma, non è l'amore che va via il tempo sì, ci ruba e poi ci asciuga il cuor sorridimi ancor non ho più niente da aspettar soltanto il petto da uccello di te... soltanto un sonno di quiete domani... |
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( 21/6/2009 13:30:8 N. 371832) - *shanail* |
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( 21/6/2009 13:19:23 N. 371831) - A''Cines |
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Bocciata |
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( 21/6/2009 13:13:58 N. 371830) - MeRy_-_ |
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( 21/6/2009 11:42:27 N. 371829) - PecOra_Nera! |
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il mio amato san bernardo*_*
foto:indovina l intruso se sulla litoranea di torre una ragazza ti comincia a mettere le mani così dietro al collo k signifik??skò:ka t vo fottr u laccettin dimostrazione: e dopo mesi e mesi finalmente il gelato al twix e galak del k2*_* blog modificato il: 21/06/2009 11:45:10 |
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( 21/6/2009 09:36:26 N. 371828) - certo..UNICA |
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[OGGETTO MULTIMEDIALE DISATTIVATO IN BLOGROOM] |
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( 21/6/2009 05:27:26 N. 371827) - Alberto M. |
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Batte la pioggia irosa tanto da sembrare di sentirla sulla pelle, scavarti le ossa. Il cielo si squarcia al di là delle stelle, tutto è fragore tutto sembra venire giù: il cielo, le stupide stelle, le solite facce della gente delusa di sabato sera. Claudia è lì in mezzo a loro, per mia fortuna, sempre al riparo dalla verità e dal calore umano; è stata l’ennesimo bluff di una vita che sembra divertirsi a fregarti le ultime energie rimaste portandoti amori sbagliati, scrittori non ancora del tutto impazziti, amici lontani proprio quando hai più bisogno di loro. Non c’è più religione, nemmeno nelle chiese, che adesso servono ad imbonire turisti annoiati e a-m-a-b-i-l-i conoscitori d’opere d’arte. Il sacro è scomparso dappertutto mentre il profano non è mai del tutto tale. In questa notte di quasi estate l’unica verità che resta è il pensiero d’un uomo anziano fermo ai lati della strada, ritto e con lo sguardo insolente, non curante della pioggia; mi avvicino a lui spingendo queste ruote, arrivo all’altezza dei suoi fianchi cercando di non guardarlo, non guardarlo negli occhi; e mentre dal cielo cadono migliaia di parole bagnate, la sua voce s’insinua nella mia testa, le sue parole pesano e provo a dimenticarle: non te l’hanno ancora detto? La Coscienza è morta. Non ho paura di quello che succederà. Ma sono terrorizzato al pensiero che qualcosa mai potrà succedere. Ho avuto così tante donne sbagliate, che ora quella giusta non la riconoscerei nemmeno se si mettesse un cartello sul petto, con su scritto “Eccomi Alfredo”. Ma forse la vera paura dalla quale rifuggo non è tanto questa, quanto piuttosto il pensiero di non avere più niente da darle, quando arriverà. Lasciarmi sorprendere senza pelle, con ossa e cuore ben in vista, che basta passarmi accanto per avermi vissuto. Non ci sarà più niente da scoprire, più niente di cui sorprendersi. Mi sento come qualcuno a cui stiano portando via tutto, lentamente, volta dopo volta. Ogni scrittore, ogni donna, ogni viaggio dal quale torno, sembrano pretendere pezzi di me, mancanze alle quali ormai non riesco più a far fronte. Non so più farmi spazio, rubare aria e smorfie e carezze e notizie. Tutto quello che sono, lo sono già stato. Non posso più diventare niente, chiedete di me in giro, se mi volete. Andate a casa di Claudia, telefonate a Sara, bevete una birra con Bukowski morto, fatevi un giro a Bruges, se mi cercate. Mi sento come se non fossi più qui da tantissimo tempo, ormai. E se il mio cuore non mente, lo specchio sì, mostrandomi qualcosa che ricordo ma che non riconosco più. Riesco ancora a immaginare però il sapore che ha una fica nella mia bocca. Immagino le cosce tornite di una donna semplice, immagino di baciarle a lungo, di dissetarmi con del vino alla fine di un deserto. Forse la fica resta l’ultimo passaporto per il paradiso, e stanotte sento di dovermi abbandonare a lei. Ogni fica di ogni donna che ha voluto concedermela, diventa mezzo inferno per entrambi. Meno solitudine, meno inganno, meno angoscia, qualche attimo di speranza. In fondo la scelta è stata anche mia, anche mia la recita della commedia umana, di questo disarmante modo di vivere. Come chi non ha niente da fare, scende di casa e s’innamora, anche io ho pagato il prezzo per cercare di avere tutto: verità e amore hanno bisogno di stare lontani. Innamorarmi delle donne che ho avuto, in fondo, è stato come cercare di vendere qualcosa ad un ebreo: ho finito per comprare ciò che era già mio. Ieri ero un pazzo in mezzo a gente pazza. Sono andato sospinto dalla speranza alla presentazione di un libro di ricordi di vita o di guerra o forse di entrambi, scritto da un’amica del mio amico Vecchio. Soltanto che io ero sudato e la testa mi girava così tanto da farmi sperare di svenire e svegliarmi magari dopo qualche ora. Incastonati in prossimità dell’oro di Napoli, tutti avevamo un motivo per essere lì. Il mio era di conoscere finalmente il vecchio di persona, provare a rubare da lui attimi di speranza, di sorrisi, qualche regola, se mai ce ne siano. Quel vecchio così lungo e così magro mi ha fatto sorridere appena l’ho visto. Ho avuto paura potesse spezzarsi da un momento all’altro, malgrado si vedesse fosse di scorza dura e abituata alle intemperie. Mi sono precipitato da lui per avere qualcosa, ma poi ho capito che quelli come lui ce l’hanno fatta perché non ti lasciano niente. Rubano da ogni istante, e se vuoi provare a riprenderti qualcosa, beh, devi leggere uno dei suoi 23 libri, magari per andare sul sicuro proprio quello che puzza di Nobel. Forse è stata soltanto la voglia di un giovane uomo come me di sentirsi per una volta sulla strada giusta; così che quando il vecchio ha scritto i suoi apprezzamenti alle mie parole, alla mia scrittura, ho lasciato che i sogni facessero il resto. E allora mi sono precipitato ieri, ho portato con me ossa e sangue e mente lucida. Poi il caldo, poi la sua nostalgia. Poi due ore a sperare che finisse, ma non finiva mai. Qualche strambo episodio successo permette al ricordo d’acuirsi, che altrimenti sarebbe già bello che morto. Perché è stato ieri, ma è stata anche un’agonia, lì dentro. È stato come amare Claudia; come svegliarsi certe mattine con i reni in fiamme, con dolori atroci lungo tutta la fascia lombare; come il rompersi di queste ruote fra i vicoli di Amsterdam; come quando capii che quel medico che disse “non credo ce la farà” proprio mentre io passavo, stava parlando di me. Poi ce l’ho fatta però, e poi le due ore sono passate e i miei reni reggono ancora qualche bevuta e le mani di Claudia che mi accudiscono e mi accarezzano non le dimenticherò mai finché campo. L’ho aspettato alla fine della presentazione, il vecchio. Da lontano gli vedevo il sorriso riflettersi nelle facce adoranti di qualche stupido lettore. Erano tutti vogliosi di succhiargli quel piccolo e tenero cazzo che si ritrova. Era giusto così. Era giusto così, per tutti quegli anni passati a scrivere, anche grandi cose. Gli anni non fanno un uomo, ma di certo qualche ottimo libro è un buon tentativo. E così lo guardavo, sorridendo anche io del suo piacere. Una coppia di facce vuote lo stava invitando non so a quale altra cazzata culturale, da celebrazione, da facciamoci le seghe a vicenda. Il vecchio, mi parve di sentire, rispose con non celato gaudio mentre io aspettavo il mio turno. Mi sono avvicinato al Re ma l’udienza è durata poco, giusto il tempo di stabilire che sì, avremo pubblicato delle cose insieme; che sì, mi ringraziava per avergli portato il mio romanzo, gratis; che sì, forse un giorno avremo bevuto del vino assieme; che sì, ci sono delle volte in cui gli uomini si sentono piccoli piccoli, mentre altri sembrano morire di nostalgia ricordando vecchie battaglie a cui sembrano interessarsi tutti, ma che nessuno potrà mai capire. Come del resto proprio come il vecchio mi ha detto prima di lasciarmi andare: Alfrè, ma tu sei un’altra cosa. La tua vita è tutta un’altra cosa. Mi sa che aveva ragione. Mi sa che dovrò farmene una ragione. |
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( 21/6/2009 02:58:7 N. 371826) - Buendia |
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( 21/6/2009 02:05:20 N. 371825) - BaBBiE |
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conquistami |
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( 21/6/2009 01:16:26 N. 371824) - Morna* |
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Non potevano trovarmi collocazione più gradevole *_* |
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( 21/6/2009 01:14:46 N. 371823) - Monella80 |
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