( 20/11/2009 10:20:20 N. 374850) - Gore Max |
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Oggi è la Giornata universale dell’infanzia, che compie il ventesimo anniversario. La Convenzione sui Diritti dell’Infanzia in tutto il mondo è, tra gli accordi internazionali in difesa dei diritti umani, quello più ratificato con ben 193 gli Stati Membri esclusi Somalia e gli Stati Uniti che non hanno ancora conferito alla Convenzione sui Diritti dell’Infanzia valore legale, sebbene entrambi i paesi l’abbiano già firmata. Ancora oggi, nonostante la sensibilizzazione su questo argomento, quasi 8 milioni di bambini perde la vita a causa di 6 cause, per lo più prevenibili tra cui: diarrea, malaria, infezioni neonatali, polmonite, nascita prematura o anossia (mancanza di ossigeno) durante il parto. La larga percentuale di queste morti avviene per lo più in paesi in via di sviluppo: un bambino Etiope è 30 volte più a rischio di morire prima del suo quinto compleanno di un bambino residente in Europa Occidentale. Il triste primato della mortalità neonatale è conteso tra l’Asia centro-meridionale e l’Africa sub sahariana: la prima detiene il numero assoluto più alto di morti, mentre nella seconda si registrano le più alte percentuali.
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( 20/11/2009 10:00:59 N. 374849) - nnleggere |
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Possono le istituzioni sopravvivere in un ambiente in cui la loro delegittimazione diviene una deliberata strategia politica? Che cosa accade quando il rispetto della Costituzione è costretto a rifugiarsi in luoghi sempre più ristretti? Stiamo percorrendo una anomala e inquietante via italiana all´estinzione dello Stato? L´Italia sta diventando un perverso laboratorio dove elementi altrove controllabili si combinano in forme tali da infettare l´intero sistema. E il contagio si diffonde dalla politica all´intera società, dove ogni giorno vengono messi in scena il degrado del linguaggio, il disprezzo delle regole, l´esercizio brutale del potere. Di fronte a pretese e interventi particolarmente devastanti, come quelli che stravolgono la legalità in nome dell´interesse di uno solo, si evoca lo "stato d´eccezione", una categoria politica costruita per giustificare l´esercizio autoritario del potere di governo e che, tuttavia, rivela una sua nobiltà intellettuale che non si ritrova nelle miserabili prassi italiane di questi tempi. Che sono ormai così diffuse e radicate da impedire che si parli dello stato d´eccezione come di qualcosa appunto eccezionale. Come si è parlato di "emergenza permanente", per imporre logiche autoritarie e manomettere i diritti, così è ragionevole definire lo stato delle cose italiane come uno "stato d´eccezione permanente". Sono gli stessi principi costituzionali ad essere regolarmente violati, a cominciare da quello di eguaglianza. Non dimentichiamo che la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo il "lodo Alfano" proprio per il suo contrasto con quel principio. Dobbiamo ricordarlo ancora oggi di fronte alle proposte di approvare una legge costituzionale che riproponga i contenuti di quel testo: anche questo tipo di legge deve rispettare l´eguaglianza. Lo ha sottolineato fin dal 1988 la Corte costituzionale, affermando che i «principi supremi» dell´ordinamento italiano non possono essere «sovvertiti o modificati nel loro contenuto essenziale neppure da leggi di revisione costituzionale o da altre leggi costituzionali». Tra questi principi spicca proprio quello dell´eguaglianza tra i cittadini. Ma la diseguaglianza è stata codificata da molte leggi, è penetrata profondamente nella società, sta creando categorie di "sottocittadini". Nella vergogna del "processo breve" vi è la maggior vergogna dell´esclusione dai benefici degli immigrati clandestini. Questa erosione delle basi della convivenza nega l´universalità dei diritti fondamentali, legittima il rifiuto dell´altro e del diverso, e così apre le porte a quei fenomeni di razzismo e omofobia che rischiano di diventare una componente stabile del panorama italiano. Una volta messi da parte i principi, la distorsione del sistema istituzionale diventa inevitabile e quotidiana, e non è più sufficiente a spiegarla il richiamo del conflitto d´interessi incarnato dal presidente del Consiglio. Si è manifestata una nuova forma di "Stato patrimoniale", dove si mescolano risorse pubbliche e private, l´influenza politica si sposa con la pressione economica, le aziende della galassia berlusconiana diventano snodi politici determinanti. Lo rivelano, tra l´altro, non solo il continuum Mediaset/Rai e gli annunci di normalizzazione di canali televisivi ancora un po´ fuori dal coro, ma anche le manovre che riguardano l´assetto complessivo delle telecomunicazioni, la proprietà dei giornali, il sistema finanziario. Un potere che si è progressivamente concentrato in poche mani, con una idea proprietaria dello Stato che cancella gli altri soggetti istituzionali e azzera ogni controllo. Conosciamo la deriva che sta travolgendo il Parlamento, espropriato d´ogni funzione, e che ha portato alla clamorosa decisione di una "serrata" di dieci giorni della Camera dei deputati, decisa dal suo Presidente per denunciare l´impossibilità di lavorare. Un fatto davvero senza precedenti, che avrebbe dovuto provocare reazioni forti, che è stato piuttosto ricondotto alle schermaglie tra Fini e Berlusconi. La funzione legislativa è saldamente nelle mani del Governo attraverso i decreti legge e le leggi delega, e grazie al diffondersi delle "ordinanze di protezione civile", sottratte a qualsiasi controllo parlamentare e che contengono sempre più spesso norme di carattere generale, ben al di là delle emergenze che le giustificano. Ma è soprattutto la dimensione costituzionale ad essere evaporata. La Costituzione non appartiene più al Parlamento, tant´è che d´ogni legge in corso di discussione si discute se il presidente della Repubblica la firmerà o no, quali siano i rischi di una dichiarazione d´illegittimità da parte della Corte costituzionale. I custodi della Costituzione sono altrove, e la stessa Carta costituzionale rischia di veder mutato il suo significato se una istituzione centrale, il Parlamento, si comporta come se le fosse estranea. Molte aree istituzionali vengono così desertificate, prendendo anche a pretesto vere o presunte inefficienze. Si documentano i ridottissimi tempi di lavoro del Parlamento e se ne trae spunto per denunciare i deputati fannulloni, non per indicare misure per rivitalizzare il Parlamento, possibili già oggi. La stessa tecnica è adoperata per attaccare la magistratura e legittimare l´ennesima legge ad personam, quella sul processo breve, giustificata con l´argomento della ingiustificata durata dei processi. Ma è del 1999 la riforma dell´articolo 111 della Costituzione che parla di una loro "ragionevole durata", sono anni che la Corte europea dei diritti dell´uomo ci condanna per le lungaggini della giustizia, sono decenni che il dissesto dell´amministrazione giudiziaria può essere definito "una catastrofe sociale". Così sensibile al problema, la maggioranza di centrodestra non ha mosso un dito nella fase di governo tra il 2001 e il 2006, assai interventista in materia di giustizia, ma non per approvare misure e attribuire risorse per tagliare i tempi processuali, bensì per andare all´assalto dell´indipendenza della magistratura. E oggi vuole profittare di questa situazione per sottrarre Berlusconi ai processi e assestare un colpo ulteriore all´efficienza e alla credibilità della magistratura. Un "dialogo" sulle riforme costituzionali, e la stessa politica quotidiana dell´opposizione, non possono ignorare tutto questo. E bisogna ricordare che la Costituzione si conclude con un articolo che oggi esige particolare attenzione. È scritto nell´articolo 139: «La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale». Questo non vuol dire, banalmente, che non si può tornare alla monarchia. Significa che il nostro sistema costituzionale presenta una serie di caratteristiche che definiscono la "forma repubblicana" e che non possono essere modificate senza passare ad un regime diverso. È proprio quello che non si stanca di ripetere, con sobrietà e fermezza, il Presidente della Repubblica. |
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( 19/11/2009 23:26:22 N. 374848) - NaNcY_4_eVeR |
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![]() Grazie amore mio....grazie veramente d tutto....sei la mia vita...con te sto vivendo 1favola bellissima...... ![]() blog modificato il: 19/11/2009 23:29:19 |
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( 19/11/2009 22:36:29 N. 374847) - †D4Rk_L|gHt† |
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Se ti chiedessi sull'amore probabilmente mi diresti un sonetto. Ma guardando una donna non sei mai stato del tutto vulnerabile. Non ne conosci una che ti risollevi con gli occhi, sentendo che Dio ha mandato un angelo sulla Terra solo per te, per salvarti dagli abissi dell'inferno. Non sai cosa si prova ad essere il suo angelo, avere tanto amore per lei, vicino a lei per sempre, in ogni circostanza.
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( 19/11/2009 21:33:39 N. 374845) - (PeterPunk)© |
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blog modificato il: 19/11/2009 21:47:50 |
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( 19/11/2009 18:40:5 N. 374842) - Ma & PiSeLLì |
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dopo lo sbandata di qlk settimana fa finalmente i miei voti risalgono a piu' non posso. anke se devo coreggere ancora qlks...maledetta distrazione.
la stankezza si sta facendo sentire ed oggi ho avuto i miei 5 minuti di ordinaria follia. capita!!! On Air Todd Terry-Jumping |
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( 19/11/2009 12:25:24 N. 374839) - ^IspanicA82^ |
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![]() ...ti amo sempre di più...il tuo amore mi rende felice così qualche volta sono io che faccio qualche cosa carina per te... visto che tu per me fai sempre di più
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( 19/11/2009 10:56:11 N. 374838) - MeRy_-_ |
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[OGGETTO MULTIMEDIALE DISATTIVATO IN BLOGROOM] |
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( 19/11/2009 10:28:41 N. 374837) - ...GiuLs... |
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& Mi RiMBoMBa NeLLa TEsTa !!! Quaggiù ad aiutarmi chi c'è con un po' di fiducia in me |
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( 18/11/2009 21:39:55 N. 374835) - * MuSa |
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( 18/11/2009 21:09:7 N. 374834) - BLuEkRyStaL |
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![]() Ho passato il giorno del mio compleanno a lavorare, ma in fondo sono contenta poichè non è un solo giorno che dona la felicità ad una persona ma tutti quelli trascorsi insieme a coloro che ami.....la mia vita è così cambiata....ma sono 2 anni che vivo una bellissima storia d'amore e come tutte le storie fatta di alti e bassi...Oramai quello che conta è sopratutto quello che mi aspetta...Il futuro..ma sopratutto condiviso insieme a te. Ti amo Davide. tua Mary. ![]() |
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( 18/11/2009 17:36:1 N. 374832) - Ninfetta |
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( 18/11/2009 16:31:4 N. 374831) - [CindereLLa] |
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Può essere che sei peggio di Lui?? C O M P L I M E N T I . . . !
blog modificato il: 18/11/2009 16:33:50 |
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( 18/11/2009 14:48:7 N. 374830) - KuLiNa |
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( 18/11/2009 12:25:24 N. 374825) - MASQUERAD |
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conobbi michele grazie ad un social network( oggi fa tanto fico chiamarlo così). lesse alcune mie poesie e mi disse: " hai qualcosa da dire, da urlare, perchè non organizziamo una lettura nella mia libreria?". quattro anni fa ero pieno d' entusiasmo e voglia di viaggiare e così gli risposi che per me era un piacere. staccare la mia squallida vita per qualche giorno era l'ideale. sul pullman diretto a Campobasso bevevo birra calda da una lattina e osservavo il panorama. montagne e casali e piccoli paesi arroccati sul fianco di una montagna. era il 23 febbraio ed il freddo faceva davvero male. allo stanzionamento degli autobus mi feci spiegare la strada per arrivare in centro ed iniziai ad incamminarmi. avevo uno zaino militare( quanti cazzo di viaggi avevamo condiviso?) pieno di libricini autoprodotti da rivendere, un boxer di ricambio, una bottiglia di vino rosso e 4 lattine di birra da 66cl. ricordo che le strade erano semideserte, che c'era una piazzetta con degli alberi, che c'era una strada principale con una grande pasticceria illuminata. La libreria era molto conosciuta in città, avvicinandomi all'edificio notavo locandine con il mio nome “ Domenico Cosentino, stasera alle 21, nella libreria Libri & Dintorni presenta Alone Like a Dog”. Non capivo cosa stesse succedendo, la gente si fermava e leggeva il mio nome ed io potevo ascoltare i loro commenti fingendomi un'altra persona. Le gambe mi tremavano ed ero emozionato. Non mi aspettava così presto, ma quando mi vide mi riconobbe subito. Aveva una sciarpa rossa intorno al collo e mordeva un mezzo toscano. Vide entrate un ragazzo con uno zaino, un evidente fallito e/o barbone e la prima cosa che fece fu abbracciarmi. Sorrise e lo ricordo ancora quel cazzo di sorriso. “ andiamo a bere un caffè” indossò un borsalino e mi accompagnò in un bar vicino. Chiuse la porta della libreria ed esposti in vetrina c'erano i miei libricini. Erano illuminati da un faretto arancione. Il nostro primo e unico incontro fu questo. Parlammo di tutto, di noi delle nostre vite. Parlammo di libri e di letture. Vivere quella notte in quella libreria fu un'esperienza unica. Non lo dico per sentimentalismo, ma quello fu l'inizio. Ammetto che senza i continui sproni e complimenti di michele ora non sarei qui. La saletta per gli eventi era piena, Michele mi presentò ed iniziai a leggere. Era la prima volta e fu come perdere la verginità, una cosa veloce, una cosa bellissima, un orgasmo intenso. La libreria, la voce di michele, il vino che avevamo bevuto, resero quei momenti speciali. Mi pento di molte cose. Mi pento di non aver insistito per poter rivivere un'altra magnifica serata. Mi pento di non aver sostenuto le sue idee. Tutto questo è inutile, la libreria presto chiuderà, e nessuno potrà più rivivere queste emozioni. Non ci saranno nuovi lettori che indottrinati da michele potranno riscoprire i vecchi romanzi di Simenon, nessuno potrà più annusare l'olezzo di toscano che impregnava le mura e i libri della libreria. Vorrei solo ringraziarlo perchè quei giorni furono speciali, perchè l'anno dopo pubblicai il mio primo libro, perchè quando avevo qualche domanda, qualche perplessità potevo comporre il numero della libreria ed immaginarmi un uomo con una sciarpa rossa e un sigaro in bocca intento scartare pacchi di nuovi libri, riscaldato dall'amore per la vera letteratura e dall'entusiasmo dei suoi clienti speciali. La sua libreria non esisterà più. Fallita come i veri sogni muoiono quando si scontrano con la dura realtà. Possiamo aiutarlo, ognuno a suo modo. Possiamo dirgli “GRAZIE signor Paparella per averci fatto vivere almeno in parte il tuo sogno di rendere affascinante e libera la Cultura.” http://libriedintorni.splinder.com/ |
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