Nick: Evi|ArmA Oggetto: none :) Data: 8/4/2004 15.34.27 Visite: 26
Ahhahaahaha no no Albè non ce l'avevo con te credimi, la mia era una riflessione generale pure personale sulla figura istituzionale del critico e della sua utilità in una società multitutto come la nostra, davvero alludevo al critico cinematografico come professione, capit? Cioè a colui che per professione, ma che cazzo di lavoro sia poi, può scrivere qualcosa diciamo cosi astrattamente solo sulla base di una presunta istruzione o interesse, senza un vero riscontro o confronto con altrui idee, ugualmente degne di nota e di valore. Ciò non toglie che possa farlo, ma credo sia inutile in quanto te se vuoi andare a vederti un film o leggere un libro lo fai lo stesso a prescindere da quel che dicono gli altri, giusto? E magari ti piace solo a te e non te ne fotte della critica, giusto? Se cosi non fosse allora uno si autolimita seguendo altrui idee e non va bene per niente e si diventa radical chic. Questo è quello che fa un critico cinematografico di professione, cioè parlare da solo. Mario per esempio non è un critico ma un appassionato che divulga per tutti noi e ha fatto una sua recensione, che non è una critica, degnissima di nota in cui magari io non mi ci vedo ma per me ha più valore di chi scrive su Repubblica o Il Mattino. Lo stesso dicasi che so per Carlo Giulio Argan che parla di arte ma si capisce solo lui o Enrico Ghezzi che parla fuori sincrono in TV. Questa era la mia idea. Abbasso ai pensatori a pagamento. :* |