( 31/12/2009 13:28:3 N. 375281) - †D4Rk_L|gHt† |
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Un anno fa immaginavo tante cose, ma nessuna di queste si avvicinava a ciò che poi è successo realmente.
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( 31/12/2009 12:38:15 N. 375280) - nnleggere |
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L'incontro fra l'uomo e l'occasionedi Barbara SpinelliNon sono pochi coloro che si domandano, quando perdono la fiducia di poter cambiare il mondo: come si rinasce? E ancora: possibile che non esistano politici forti come Churchill o Luigi Einaudi, capaci di spiegare i mali che incombono senza occultarli, d'indicare la rotta senza temere l'impopolarità? Sono due domande diverse, perché la prima riguarda la responsabilità dell'individuo mentre la seconda concerne la selezione del leader. Ma tutte e due hanno in comune l'angoscia del presente e il desiderio di migliorare la pòlis: di renderla meno tenebrosa, opaca. Di uscire da qualcosa che somiglia a una prigione, dietro le cui inferriate l'occhio stanco s'abitua a vedere poco spazio, poche novità, poco futuro. Non è la prima volta che l'uomo ha avuto quest'impressione di cadere, oggi così intensa: questo senso di grandi occasioni per sempre perdute. Eppure la storia insegna che proprio in quei momenti la mente si sveglia, ricomincia: che proprio allora ridiventiamo uomini che agiscono, che prendono iniziative. Alla vigilia della prima guerra mondiale alcuni spiriti vigili intravidero il collasso, dietro la chimera del dolce commercio mondiale e della belle époque. Altri spiriti profetici ritennero che il mondo andava reinventato, dopo l'atomica gettata su Hiroshima. Ogni collasso si presenta come morte delle cose e al tempo stesso come possibile rinascita, come nuovo inizio e iniziazione. Pensare la pòlis era questo, già per Agostino: «Perché ci fosse un cominciamento fu creato l'uomo. Per introdurre nel mondo la facoltà del dare inizio: la libertà». Oggi, di fronte a mutamenti climatici che insidiano il pianeta, siamo a un bivio simile: ancora una volta, è da noi che dipende la facoltà di dare inizio, escogitando un nuovo rapporto dell'uomo con la natura, con l'economia, con la crescita. Possiamo annientare la terra oppure provare a custodirla. Possiamo cercare di informarci sui pericoli o accettare spiegazioni che vengono dall'alto. Possiamo cominciare a vedere il pianeta come una persona: con inviolabili diritti alla vita. In uno dei suoi più sublimi romanzi, Joseph Conrad narra l'incontro - fondativo - dell'uomo con l'Occasione. Nella prima giovinezza Lord Jim perde l'Occasione, consegna al naufragio la nave affidatagli: per accidia, ignoranza volontaria, impreparazione. Tutta la sua vita diventa a questo punto anelito d'incrociare di nuovo l'Occasione, senza mancarla. In fondo le nazioni riunite la scorsa settimana a Copenhagen hanno vissuto un'esperienza analoga. Hanno mancato l'occasione, in modo clamoroso perché le sciagure non erano loro ignote. La sfida era limpida, e tuttavia il fallimento è stato totale: nessun impegno vincolante, nessuna parola chiara detta ai popoli. Perfino l'accordo del '97 a Kyoto fu più serio di questo. Come quando Lord Jim diserta la nave, hanno vinto tutte le forze dell'animo che impediscono di rinascere, di ripartire: la forza di inerzia e l'accidia, la vista corta, la non responsabilità e l'accontentarsi triste. Lasciare il pianeta così com'è è molto più che accumulare debiti per le generazioni future. È condannare a morte i nipoti e la terra che lasceremo in eredità. Vale la pena ricominciare? Fernando Pessoa ha ragione: «Tutto vale la pena, se l'anima non è piccola». Tutto, anche il Mare di Tenebre che ci aspetta oltre il fatidico Capo Bojador: perché a quel mare «Dio diede il pericolo e l'abisso, ma è in lui che fece rispecchiare il cielo». Si tratta solo di sapere come, di intuire nella figura della Catastrofe la presenza dell'Occasione, del libero initium di Sant'Agostino. Vorrei ricordare qui un preciso momento storico, in cui l'Occasione si presentò - appunto - sotto forma di morte dell'umanità. Accadde quando l'America di Truman sganciò l'atomica su Hiroshima, il 6 agosto 1945. Ho guardato il New York Times di allora, per capire l'epifanico incontro dell'uomo con la sua Occasione. Ci fu orrore, e al contempo subitaneo risveglio delle menti. Il giorno dopo il disastro, il 7 agosto, il New York Times scrive che per governare una scoperta scientifica così atrocemente ambigua, gravida «di immensi benefici e di impensabili annientamenti», occorreva «creare subito, senza rinvii, un mutamento mentale e le necessarie istituzioni nazionali e mondiali». Il 12 settembre '45 Hanson Baldwin, esperto militare del quotidiano, sostiene che il mondo è a una svolta: «Nella mente di molti stranieri e di tanti americani, l'atomica non è solo uno straordinario successo scientifico. Segna la fine della leadership morale americana». Anche allora l'occasione fu persa: a poco servì l'allarme dei profeti, e quel che venne non fu il governo mondiale dei pericoli ma la mortale gara atomica Usa-Urss. È a questo punto che Robert Oppenheimer, che pure aveva fabbricato la bomba, tenta di resuscitare l'Occasione. Quel che propone alla potenza americana dei primi Anni 50 è una politica del candore, della trasparenza. Candore nei negoziati internazionali, nella comunicazione col popolo, nei colloqui fra scienziati. L'atomica aveva non solo squilibrato i poteri nel mondo, ma minacciava ogni leadership morale e la natura stessa della democrazia. Compito essenziale del leader era dire la verità, con candore: i pericoli e disastri bisognava che la gente li vedesse nitidi davanti a sé, che non venissero nascosti alla vista e alla coscienza del mondo. L'umanità doveva rendersi conto che camminava sull'orlo di baratri, guardandoci dentro. Non piacque a nessuno, la proposta di Oppenheimer. In America, i falchi lo denunciarono per filosovietismo alla commissione McCarthy. La bomba doveva restare indiscussa, avvolta da tenebre. Ma l'ingiunzione etica e politica di Oppenheimer serve anche oggi. La paura del futuro che traspare nei commenti del '45 sul New York Times; l'immediata richiesta di azione, che la paura secerne quand'è feconda; la consapevolezza che i veri attacchi alla democrazia vengono dalla manipolazione dell'informazione, e da giornali conformisti che occultano la verità. Questo abbiamo appreso, da fallimenti e cadute. Lord Jim insegna che solo chi ha perduto grandi occasioni sa risvegliarne di nuove, riconoscerne l'aspetto, trasformarle in meta di un'intera esistenza. blog modificato il: 31/12/2009 12:39:59 |
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( 31/12/2009 10:28:54 N. 375279) - notte |
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<[OGGETTO MULTIMEDIALE DISATTIVATO IN BLOGROOM]
[OGGETTO MULTIMEDIALE DISATTIVATO IN BLOGROOM] La prima volta che ti ho visto avevo i capelli lunghi e le guance rosse. Stretta stretta nel cappottino rassicurante passo danzante e pensieri dolci alla mano, taglio il freddo e le strade umide. Quasi non vedo quello che c’è intorno.
Il cornetto caldo alle 4 del mattino e gli abbracci stretti stretti. Il comevadavvero che riempie metà vita di amicizia. A volte dimentico questa sensazione. I tiricordiquellavoltache .. Uno sguardo che ti entra dentro e che sa dove pescare: E la sorte ci ha dato noi, Come a 15 anni.
blog modificato il: 31/12/2009 13:06:40 |
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( 31/12/2009 02:18:49 N. 375277) - *sherazade* |
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Il mio anno.. in fondo lo è stato ma non posso dare colpa al fato perchè ognuno è artefice del proprio destino e io lo sono stata del mio...ho portato avanti le mie convinzioni..stupide..sicuramente..ma era quello in cui credevo e ho stravolto tutto per la prima volta andando contro la mia natura,contro il pensiero degli altri,contro la RAGIONE...però non riuscivo ad uscirne,sbattere la testa non serviva e provavo dolore su dolore;stamattina leggevo di una lettera a Galimberti sul dolore e di una donna che diceva di averne provato tanto ma che questi non era riuscito a "purificarla",renderla migliore(espiare le proprie colpe)..anzi forse peggiore...e così capitava a me e non riescivo a trovarne il senso....ancora non riesco a dare una risposta ma almeno ho trovato una piccola motivazione del mio attaccamento.... "Tu sei in cima e in fondo tu per prima tu e niente più niente come prima.. Tu sarai per sempre il mio peccato originale in questa corsa per la vita tu sei il mio lavoro nero ed io non posso farne a meno farmi di te e farmi male far tardi a leggere la notte i tuoi pensieri col pensiero Se torni qui tu non tornare siamo frecce da non voltare foglie sul viale che non puoi ridare al loro ramo il passato è sale si scioglie a dar sapore al futuro quello che più non si perde non perdere quel che c'è oltre il muro" ebbene le esperienze negative aiutano a crescere..forse ho imparato qualcosina.. di questo 2009 restano bei ricordi,di quelli brutti ne sono io la colpevole e il tempo m'aiuterà a farmene una ragione ma l'unica giustificazione a tanti sbagli è che non si può essere perfetti,io non lo sono anche se ho sempre giocato ad emulare la perfetta donnina...certe stagioni vengono per essere vissute..altre per essere subite. Per il nuovo anno tanti buoni propositi,la vera difficoltà non sarà metterli in pratica ma cercare di andare d'accordo con me stessa e indirizzarmi sulla strada della concretezza e combattere anche se non con ottimi risultati quel mio grandissimo difetto che è l'incostanza. Termino questo ultimo post del 2009 con augurio di buon anno a me stessa e a chi come me s'è perso percorrendo una strada che non è la sua e s'è sentito libero se malgrado la paura ha trovato il coraggio di scegliere. blog modificato il: 17/01/2010 14:29:11 |
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( 30/12/2009 20:56:41 N. 375276) - MeRy_-_ |
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( 30/12/2009 11:42:29 N. 375273) - barby82 |
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29-12-09
...Ci siamo abbracciati e mi hai baciata, Troppo bello![]() Lo sò ke è una grandissima pazzia,ma a quasi 28 anni la voglio fare e godermela tutta!!! ![]() ![]() ![]() |
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( 30/12/2009 04:35:23 N. 375272) - alylia |
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Ci sono continui giri di persone.
E ritorni e partenze. Come se fossero sempre le stesse. Alcune persone, quelle uguali a nessuno, invece, restano a lungo sulla soglia, ma non la superano mai. Leggono quel "benvenuto" al contrario, che significa "addio", e non riescono a varcarla. O capita che sia tu che non spingi abbastanza forte da buttarle fuori. E pensi di non averne la forza, invece solo la voglia ti manca. Credi che ti trattenga l'educazione verso un passato, invece è solo codardia di un futuro non palpabile. Lui è lì da troppo tempo. E' ora di chiudere la porta, si sta ghiacciando l'aria e non posso far nevicare dentro. Sono vittima di un caronte della memoria, che pure su laghi ghiacciati con la sua gondola mi trascina sempre alla stessa sponda dei ricordi. Tutto è cominciato con un museo, e poi con dei cagnolini rubati all'abbandono. Ed è finita con mio nonno. Con le tragedie che si appaiano inconsapevolmente. Come se nella stessa notte potessero coincidere le tristezze dei sentimenti spezzati. Con me che ne terminavo due e lui che ne cominciava uno nuovo. E ora che sto chiudendo l'entrata ho bisogno di un'anamnesi del mio amore dissoluto.
Un amore sbagliato, incoerente, distante e sfuggente. Lungo un bacio e dissolto in un abbraccio.
Ma un abbraccio tenero come quello di Greta e il suo orsacchiotto di peluche, con lei che chiude gli occhi e sorride, e lo stringe forte forte tra le piccole mani che stentano a raggiungersi, mentre i suoi ricci biondi si mischiano al beije dei riccioli di cotone del suo pupazzo preferito. E un bacio dai colori di modigliani, e poi di picasso. Un bacio come il cielo vaniglia di monet. Intenso esattamente come il colore delle sue labbra. Ci sono occasioni che ti scompigliano la vita come fa una ventata tra i capelli una sera di metà marzo, al tramonto vicino al mare, mentre rifletti che lui è una di quelle persone che incontri una sola volta nell'arco dell'esistenza, e che nonostante tutto sai che non te ne dimenticherai mai. Non si tratta di fortuna, è per chi non cerca segni da cogliere, ma pianta occasioni ogni giorno, sperando che germoglino. E' per chi non teme la stagione delle piogge. Avrei tanto voluto detestarlo, tenerlo "lontano lontano nel tempo..", invece mentre aspettavo di spostare i ricordi e cancellarli da una memoria elettronica, mi sono di nuovo apparsi quelli di qualche ieri di troppi giorni fa, nascosti, custoditi anche lì, dove non ci sono valvole mitrali che fanno battere un cuore. Avrei tanto voluto odiarlo. E non riesco invece a dimenticare tutto il bene, così sincero che sembra tangibile anche ricordando. I pensieri che due amanti si regalano sono come briciole da becco a becco di due colombi, sono cibo, necessità primaria. E' ossigeno che ti riempie il petto e ti dà lo slancio per il volo. Con lui via ho dilatato anche i tempi di scrittura, come se le parole che non riuscivo a sussurrargli e che scrivevo altrove fossero altre briciole che versavo nel suo becco in attesa e che non potevo dare ad altri, che in altri becchi non avrebbero saziato altri stomaci. Non allo stesso modo. Ci sono riti che con ogni relazione ti porti dietro e non puoi condividere con altri. E' quasi mattina. Sono quasi triste. Quasi triste. Eravamo quasi felici. E' quasi un nuovo anno. L'aria di festa rimpinza anche il tuo animo di perdono e dolcezza, e mi dispiace per quel bollino rosso su una persona in meno a cui non posso augurare una felicità che non sia quasi, anche se so di non poterne più farne parte. Forse mi piacerebbe sapere che sta bene, che ci sarà sempre qualcosa di bello della sua vita, nonostante me ne abbia tirato fuori. Ma non capiterà niente di questo mentre lo sto accompagnando all'uscio. Mentre si avvia e non si volta, e io gli chiedo a voce bassa, sperando che non ascolti, di non dimenticare. [OGGETTO MULTIMEDIALE DISATTIVATO IN BLOGROOM] blog modificato il: 30/12/2009 04:44:40 |
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( 30/12/2009 00:47:34 N. 375271) - ^IspanicA82^ |
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00:43) <Ispanica82> notteeeeeeeeeeeeeee
(00:43) <+IspanicO82^aWaY> a dimenticavo.... (00:43) <Ispanica82> a tutti notte amore (00:43) <+IspanicO82^aWaY> Ispanica82 TI AMOOOOOOOOOOO (00:43) <+IspanicO82^aWaY> ^_^ (00:44) <Ispanica82> PURE IOOOOOOOOOOO VITAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA (00:44) <+IspanicO82^aWaY> (scusat i caps (00:44) <Ispanica82> già (00:44) <Ispanica82> notte ....QUANTO E DOLSH IL MIO AMORE TI AMO TANTO PURE IO VITA....
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( 29/12/2009 18:50:31 N. 375270) - Linda King |
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Mannegg Giud! |
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( 29/12/2009 17:58:4 N. 375269) - VeRuCcIa |
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13/12/2009
DUE anni di me e di te ![]() |
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( 29/12/2009 15:35:51 N. 375268) - °ÐaiQuiRi° |
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E' che tutto rimane sempre uguale, e ciò che voglio, ciò che mi aspetto, sembra non accadere mai... |
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( 29/12/2009 15:08:36 N. 375267) - PecOra_Nera! |
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è arrivata blog modificato il: 29/12/2009 15:09:15 |
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( 29/12/2009 07:16:37 N. 375266) - Dewdrop90 |
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Non chiamarlo mai..cm un amico qualunque..nn ci riuscirai a fare finta di niente..
blog modificato il: 29/12/2009 07:17:02 |
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( 29/12/2009 03:38:32 N. 375263) - giangic |
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sogno una donna di poesia |
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( 28/12/2009 23:27:37 N. 375262) - *BAMBOLITA* |
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